Questo album è un capolavoro di alt country come si suonava negli anni novanta, il bello è che è farina del sacco di una band italiana, storica nel genere ma pur sempre battente bandiera tricolore. I Satellite Inn, creatura del cantante e chitarrista  Stiv Cantarelli, dall’ormai lontano 1998 è portabandiera di un genere che più americano di così non si può, in una terra come lo stivale dove è rimasto ancora oggi nell’underground più puro. La band, dopo l’ottimo lavoro omonimo uscito un paio d’anni fa, torna dunque con questo splendido esempio di country rock, un album che racchiude nella sua tracklist quattro brani scritti più di vent’anni fa con l’aiuto di Robert Fischer, leader dei Willard Grant Conspiracy, scomparso nel 2017. Stiv Cantarelli e i fidiAntonio Perugini alla batteria e Fabrizio Gramellini al basso, hanno unito le forze espressive di quei nastri ritrovati, con una nuova manciata di canzoni, aiutati da Chris Peet alla produzione, Dave Curry (Willard Grant Conspiracy) alla viola e violino, Roberto villa al clarinetto, Steven Honeywill e Edward Abbiati protagonista con voce e chitarra su “Fall River”. Lavoro bellissimo e pregno di poesia country, “From Nowhere Revisited” torna per ribadire l’importanza del gruppo nostrano nella scena alt country internazionale, rispettato dai colleghi d’oltreoceano grazie a un talento compositivo fuori categoria. La voce strascicata e personalissima di Cantarelli (per il sottoscritto un J Mascis in trip per sonorità country) accompagna canzoni di una bellezza unica, dove più di prima il sound si libra su letti di nervose acque di frontiera, che si calmano e si risvegliano, assecondando il mood di brani capolavoro come “Faded By Time”, “Cigarettes” o “Traveller Of This Time”. Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.