Che i The Cold Stares, con l’arrivo nel 2022 del bassista Bryce Klueh (diventando di fatto un power trio), misero la quinta e spinsero l’acceleratore a tavoletta, andando alla conquista dei fans del rock americano e del blues rock fu chiaro a tutti, specialmente dopo l’uscita del primo dei due capolavori dal titolo “Southern” licenziati a distanza di un anno solare tra il 2024 e lo scorso anno. Periodo di super lavoro, quindi, per il trio dell’Indiana, che vede i due fondatori (Chris Tapp e Brian Mullins) creare musica tra un tour e l’altro senza soluzione di continuità, mantenendo una qualità artistica che ha del miracoloso. Esce in questa metà dell’anno, infatti, un nuovo album dal titolo che è tutto un programma, dedicato al Texas, terra che li ha visti impegnati in un estenuante tour nei mesi scorsi. Registrato ad Austin presso il Bud’s Recording Service, l’album non tradirà le attese di chi del gruppo è già un amante fedele e conquisterà, ne sono sicuro, nuovi fans, grazie a questa raccolta formata da undici nuovi brani che ripercorrono le strade delle leggende del rock blues nate in questo stato, dai ZZ Top a Jimmie Vaughan, mantenendo una forte personalità ormai ampiamente collaudata e una modernità nel songwriting e negli arrangiamenti che ne fanno una tra le band più convincenti della scena. Chitarre energiche, un talento nel suonare rock blues innato e una creatività mai doma fanno di questo nuovo album un altro passo avanti per la band, non facile dopo la grande musica racchiusa nei due album precedenti. Rock’n’roll, blues rock, hard rock, soul, i The Cold Stares non ci fanno mancare niente: iniziano sparati con “Nowhere To Go”, ci regalano una “Chains And Things” di BB King che alza centimetri di pelle d’oca e corrono sulle strade del rock’n’roll anni settanta con “Burder To Bear”, mentre “Furtehr Down To Road” e “Sugarcane” concludono in un crescendo spavaldo e da applausi questo bellissimo ritorno. Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.