È arrivato un nuovo giorno anche per John Corabi, anzi… il giorno. Finalmente esce, dopo tanti anni di attesa, il primo album solista di brani originali di uno dei più grandi artisti della scena hard rock statunitense, sottovalutato in maniera inspiegabile da troppi, adorato dal sottoscritto che non ha perso una delle sue tante collaborazioni da quando, nell’ormai lontano 1994, comparve come nuovo cantante deiMotley Crue sul loro capolavoro omonimo dopo l’uscita di Vince Neil. Come sempre si dice di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e Corabi ha continuato in tutti questi anni a regalarci grande musica rock, ora più legata al metal, ora con l’anima che brucia di blues e rock americano, ma comunque sempre di altissima qualità. Prima dei The Dead Daisies, band con cui ha registrato una manciata di lavori, non ultimo l’album di cover blues uscito lo scorso anno intitolato “Lookin’ For Trouble” e che trovate recensito sulle pagine di Back In Rock, il cantante, chitarrista e compositore di Philadelphia tre le tante collaborazioni aveva dato alle stampe, in compagnia di Bruce Kulick (per chi non lo sapesse, ex chitarrista dei Kiss) due capolavori a nome Union; l’omonimo album uscito nel 1998 e lo splendido “The Blue Room” licenziato nel 2000, intervallato da un live. E sono proprio gli Union, insieme ai The Dead Daisies le due anime di questo straordinario primo album di Corabi in versione solista. Registrato a Nashville da Marti Frederiksen, “New Day” raccoglie eredità importanti, ispirazioni ed atmosfere che vanno dal rock americano degli anni settanta a quello di fine millennio, per abbracciare le nuove esperienze fatte e le vecchie influenze portate dal suo amore per il blues e il soul. Della partita fanno parte, oltre a John e a Marti Frederiksen (cori, chitarre, pianoforte e percussioni), Evan Fortus dei nuovi Gunners alla chitarra solista, Paul Taylor alle tastiere e Charlie Starr dei southern rockers Blackberry Smoke alla chitarra. Con queste premesse, l’album non può che essere un quadro, un affresco, un sunto del rock americano secondo John Corabi, valorizzato da un talento compositivo straordinario che fa di ogni brano una piccola gemma, ora brillante di rock, ora di blues, ora di soul, ora di quella musica acustica tutta stelle e strisce che la voce del nostro rende perfetta, inimitabile, commovente. Tutto è rispettato, il mondo di questo grande artista sta qui, tra le trame della title track, del blues strappa anime intitolato “Faith,Hope And Love”, del rock americano di scuola Tom Petty “When I Was Young”, della voce vissuta e saggia che racconta “Good To Be Back Here Again”, o sul già pubblicato singolo “Così Bella”. E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.
