Le vie del blues questa volta portano meno lontano di quanto si pensi, rimanendo nei confini nazionali e trasformando il Po nel grande Mississippi. Roberto Formignani, chitarrista e cantante da anni personaggio importante della scena blues ferrarese, torna infatti con un nuovo album solista intitolato “202”. In passato protagonista con l’armonicista Antonio D’Adamo nella Mannish Blues Band e in seguito con i Blusmen, oggi Formignani continua la sua avventura solista dopo aver esordito con un album a suo nome nel 2020, seguito da un ep strumentale intitolato “Soundtrack”, licenziato un anno dopo. Sono passati cinque anni in cui il musicista nostrano ha creato queste nuove dieci tracce che raccontano storie di blues e di vita, grazie alle tante esperienze personali e non, aiutato da Alessandro Lapia al basso e Roberto Morsiani alla batteria a formare un power trio affiatato e dall’irrefrenabile energia. “202”, titolo che racchiude il giorno e il mese di nascita del chitarrista e il numero della chitarra con cui ha inciso l’album (la 202 di 300 esemplari), è un album molto ispirato, creato e pensato in cinque anni, dove la parola d’ordine è varietà. Si passa infatti dal rock’n’roll dell’opener “Early Fifties” alla selvaggia carica southern di “Dirty Road”, dal rock blues di “The Blues Door (Gorèe) al blues che profuma di locali nascosti nei vicoli di metropoli annebbiate dal whiskey in “Like We I Was Young”, fino ai due capolavori strumentali, “Running On The Mountains” e “Irish”, dove l’atmosfera si colora di verde come il “Shamrock” irlandese. Registrato al Sonic Design di Marco Malavasi, “202” ci regala un album ispirato e piacevole, suonato con passione e talento e per questo consigliato a tutti gli amanti del rock di matrice blues e southern.
