L’entità misteriosa a nome Phantom Spell torna dopo tre anni dal debutto “Immortal’s Requiem” di cui avevamo parlato su Back In Rock e a cui rimando per le nozioni biografiche, per quanto poche siano.

Rimane un solo project di Kyle McNeill anche chitarrista e cantante dei Seven Sisters, autori di alcuni album di heavy metal classico.

Il nuovo “Heather & Hearth” si muove ancora in ambito heavy prog con una costante vena epica e molte incursioni nel folk ed è stato anticipato da un 7” split, “Ride On / Palantiri” a nome Wytch Hazel / Phantom Spell, due entità che si sposano bene assieme, diverse, ma con alcuni punti in comune, uno dei quali è un modo tutto inglese di concepire i brani.

I riferimenti rimangono quelli della NWOBHM più progressiva (Saracen, Shiva,…) e gli Iron Maiden nelle parti heavy, ma anche i Kansas per la costante ricerca di linee melodiche accattivanti e aggiungerei i primi Angel, quelli di “The tower” e “Fortune” per intenderci, soprattutto in certe parti tastieristiche, senza intaccare l’aurea anglosassone che emerge costantemente.

“The autumn citadel” ha il compito di aprire l’album e lo fa col botto: quasi dodici minuti spettacolari di musica totale, con continui cambi di tempo, cavalcate heavy alternate a momenti più dilatati, fughe di tastiere, assoli e linee vocali accattivanti che, nonostante la complessità e lunghezza del pezzo, non lo allontanano mai dalla forma canzone.

L’inizio acustico dai tratti folkeggianti di “Siren song” ne anticipa l’evoluzione verso lidi più ruvidi intrisi di epicità solenne.

“Evil hand” aumenta il voltaggio mantenendo inalterata la propensione evocativa del brano che esibisce interventi solistici estremamente efficaci, così come l’espressività della voce.

Atmosfere malinconiche pervadono “A distant shore” che procede costantemente in bilico tra heavy e prog.

La title track va a costituire la seconda suite con i suoi undici minuti introspettivi, bucolici, dilatati, con la solista che cesella emozioni alla Wishbone Ash, mentre nella parte centrale ha un’impennata energica prima di tornare a dipingere paesaggi dai colori pastello, come la splendida copertina di Jean deMers.

Il brano di chiusura è “Old pendle”, stupenda e nota folksong del duo costituito dai fratelli Milton e Allen Albert, che trasporta inesorabile nella natura inglese.

Heather & Hearth” è un album stupendo che riprende i temi dell’esordio a cui aggiunge un’ulteriore dose di folk, mantenendo altissimo lo standard compositivo.

L’anno passato i Phantom Spell si sono esibiti in qualche festival all’estero non troppo vicino all’Italia, spero ci sarà la possibilità di ammirarli dal vivo, magari dalle nostre parti.

Band:

Kyle McNeill – voce e tutti gli strumenti

TrackList:

  1. The autumn citadel
  2. Siren song
  3. Evil hand
  4. A distant shore
  5. Heather & Hearth
  6. Old pendle