Ho più volte sottolineato la fertilità della scena scandinava ed ecco che mi trovo a parlarvi dei finlandesi The Fërtility Cült, provenienti da Tampere, in Finlandia.
Fa specie che una band di questo calibro, attiva da oltre quindici anni e proveniente da una terra che vive di rock, fino a un paio di mesi fa avesse pubblicato quattro album di cui tre autoprodotti e uno edito per una piccola etichetta.
Fortunatamente, la Black Widow Records li ha ingaggiati, permettendo al nuovo “A Song Of Anger” di avere maggiore visibilità.
La musica de The Fërtility Cült si muove nello spazio e nel tempo, intraprendendo viaggi che, pur avendo punti di partenza terreni, hanno necessità di proseguire verso altri mondi.
Difficile accostarli a qualche gruppo in particolare, poiché si percepiscono influenze variegate che possono cominciare da Black Sabbath e Sleep, passando per Pink Floyd e King Crimson per poi arrivare a Hawkwind e Van Der Graaf Generator, ma questi sono solo alcuni dei molti accostamenti che si possono fare; detto questo, è facile considerarli a tutti gli effetti una band prog, nel senso più coerente del termine.
In tutto questo contesto, emerge un ensemble che sa dove andare e come farlo, guidato da uno straordinario sassofono che, senza sopraffare gli altri strumenti, costituisce l’elemento determinante per i loro percorsi astrali.
Il penultimo album, “Kosmodysseia” (2019), traslava il viaggio di Ulisse descritto da Omero verso l’infinità del cosmo, creando un’evoluzione resa possibile solo da “interventi divini”.
Con “A Song Of Anger”, The Fërtility Cült prosegue su questa strada, trasportando nello spazio l’Iliade, in un’ipotetica e futuristica trasposizione delle sue gesta.
Questo accostamento tra progressive ed epic si evidenzia con una curiosità, infatti l’album esce con due copertine diverse: quella del cd che a guardarla farebbe pensare immediatamente a un disco di metal epico e dintorni, mentre quella dell’edizione in vinile ha un’ambientazione nordica e invernale.

La registrazione, come d’abitudine, è stata fatta in presa diretta, al fine di mantenere l’essenza dei loro live che, seppur poco frequenti per gli impegni personali dei vari componenti, come si può immaginare si prestano a divagazioni e improvvisazioni.
Il viaggio comincia con le pulsazioni cosmiche di “A thousand starships”, su cui si inseriscono la voce di Kaila e il sax di Ryhänen a creare sinfonie fascinose, completate da una coralità floydiana.
L’atmosfera si comprime con “Fame everlasting” che comincia alzando i giri del motore e, conseguentemente, i decibel, pur non disdegnando aperture che evidenziano propensione jazz.
Tastiere ariose e il sassofono dipingono il sinfonismo di “The duel” che esibisce ancora l’attitudine corale e non nasconde spunti doomeggianti.
La splendida voce femminile di Minttu Tervaharju affresca la delicatezza iniziale di “Briseis” per proseguire esplorando profondità siderali illuminate dall’onnipresente e superlativo sax, prima di riemergere e tornare su toni eterei.
“The curse of Atreides”, per rimanere coerente al suo titolo, palesa il lato epico della band e poi prosegue verso una conclusione ancora alla ricerca di spazi cosmici, conducendo allo splendore space della successiva “No surrender, no retreat”, in cui si alternano partiture sinfoniche a stacchi più energici, se non addirittura furiosi come nel finale.
La degna conclusione dell’album viene affidata alla title track, una suite di quasi tredici minuti che conferma la vocazione alla totalità della band, arricchita, inoltre, dal sax soprano di Markus Pajakkala degli Utopianisti e dalla voce narrante di Pete Bingham dei grandi Sendelica, per un brano maestoso e coinvolgente.
“A Song Of Anger” è un lavoro magnifico che arricchisce una discografia di prim’ordine e al quale sono arrivato con quel pizzico di ritardo che non mi ha permesso di inserirlo nella top 25 del 2024…ma non è né il primo né l’ultimo.

Band:
Eero Johannes Heinonen – chitarre
Ville Kaila – basso e voce
Artturi Mäkinen – batteria e percussioni
Ilari Ryhänen – sassofono e cori
Anssi Solismaa – tastiere
Guests:
Anti Loponen – assolo di chitarra su 2
Minttu Tervaharju – voce ospite su 4 e cori su 7
Arttu Kimmel – assolo di chitarra su 5
Markus Pajakkala – sax soprano su 7
Pete Bingham – voce narrante su 7
Tracks:
- A thousand starships
- Fame everlasting
- The duel
- Briseis
- The curse of Atreides
- No surrender, no retreat
- A song of anger