Della Magia Nera avevamo già parlato nel 2023, in occasione dell’uscita di “Vlad”, terzo capitolo discografico della loro storia.

La band spezzina nacque verso la fine degli anni ‘60 e, dopo la gavetta a base di cover ed esibizioni live, si sciolse proprio quando era in procinto di esordire per la Magma di Aldo De Scalzi.

Fortunatamente, l’oblio ci ha restituito la Magia Nera nel 2017 e da allora sono stati editi tre album.

Il succitato “Vlad” è un concept tratto dal libro “L’innocenza di Dracula – Apologia di un vampiro” il cui autore è Bruno Cencetti, chitarrista/cantante e autore di testi e musiche, oltre a essere il solo membro storico della band.

Nel libro e nell’album, la figura del vampiro emerge nella sua veste più romantica, innocente e melanconica rispetto alla narrazione più comune, tanto da suscitare la necessità e l’urgenza di trasporne la storia anche attraverso l’opera rock “Vlad’n’blood” da rappresentare in teatro, con l’esordio previsto a Carrara il 23 marzo del 2025.

Proprio in vista di questo progetto, la redazione di Back In Rock ha intervistato Bruno Cencetti per saperne di più.

Bruno, prima di incentrare l’attenzione su “Vlad’n’Blood”, ci fornisci qualche dettaglio in più sulla storia della Magia Nera e sulla tua, rispetto a quanto già scritto nell’introduzione e nella recensione di un anno fa?

B.C. – Che dire!!!… cose strane, vicende assurde vissute nei fondi in cui si andava alle prove, con aneddoti vari accaduti durante le prove, tra cui un forte terremoto che colpì la zona in cui c’era la cantina dove stavamo suonando a un volume tale che non ci accorgemmo di nulla! Eravamo giovanissimi e tutto era un’avventura, tanto che potrei scriverci un libro.

Dal punto di vista musicale, cosa hai fatto dal 1973 a quando hai riformato la band?

B.C. – Tre figli e una vita parallela, senza mai dimenticare la mia vera passione. Ho suonato cover rock in giro per il mondo e ho scritto un po’ di tutto, compreso un album di musica da cabaret e uno di brani strumentali. Poi è arrivato Giorgio Mangora di Akarma e, dopo la pubblicazione del primo album, piano piano è cresciuta la voglia di far rinascere la Magia Nera, arrivando ad avere una band di musicisti incredibili, molto preparati, con i quali mi sentirei di affrontare i palchi più importanti.

La musica della Magia Nera è particolare e molto variegata, quali sono le principali influenze?

B.C. – Influenze? Sì, quelle che provocano la febbre: “Electric Ladyland”, regalato da un amico, mi ha letteralmente sconvolto; poi Led Zeppelin, Uriah Heep, Black Sabbath,… ma anche la più umile band incontrata e ogni musicista che mi ha trasmesso il suo piccolo segreto mi hanno stupito, coinvolto e lasciato qualcosa che poi entra dento di te, si impasta con ciò che trova e lievita fino a prendere forma in un’altra essenza… così è stato per “Vlad” e gli altri album.

Come vedi la scena musicale attuale e confrontamela con quella in cui hai iniziato.

B.C. – Ho dovuto trattenere le prime parole che mi sono venute in mente; non voglio passare per vecchio stantio, ma, veramente, c’è una produzione di musica ignobile in questo periodo, soprattutto qui in Italia; (pseudo) talent che presentano sul mercato cantanti che non cantano, musicisti che non suonano o, se lo fanno, vengono corretti e aiutati da autotune o altri marchingegni che drogano e violentano la sacralità della musica… si salvano in pochi; circa il futuro, visto come siamo caduti in basso, creda si possa solo migliorare, ma non ci scommetterei.

Descrivici la genesi di tutto il progetto su Vlad; libro, album e opera rock erano già tutti e tre nella tua testa oppure ogni aspetto ha una sua collocazione cronologica?

B.C. – “Vlad” nasce da una pulce nell’orecchio, un piccolo tarlo che lentamente si è fatto strada, allontanandosi dalla figura che conoscevo, apparendomi via via sempre più umano e vicino al quotidiano; così la storia è maturata e i pezzi, come al solito, sono venuti fuori di getto, dovendo solo buttarli giù, per poi lavorarli con ogni cura del caso; il libro è arrivato dopo, ma, in realtà, tutto è nato in un unico calderone.

Perché Vlad e qual è il motivo per cui appare in una versione più romantica e melanconica rispetto a quella più tradizionale e orrorifica del Dracula di Bram Stocker, come nasce questa tua scelta?

B.C. – Beh, con un gruppo che si chiama Magia Nera, avvicinarsi all’argomento era pressoché scontato.Il personaggio riflette quello che ognuno di noi vive nelle contraddizioni, nei dolori e nelle gioie della vita, così come nelle tare che il destino ci aggioga o nelle speranze e soluzioni che bene o male riusciamo a trovare per sopravvivere; la sua lotta vissuta con una condanna già eseguita prima di ogni sentenza; tutti i giorni, in questa terra, qualcuno paga per colpe che non ha commesso e magari si rivolta, reagendo per la stessa ingiustizia che lo schiaccia… come biasimarlo?

Come verrà rappresentata l’opera?

B.C. – Ci sarà una parte recitata da Morgana Sinclair, personaggio incredibile che narrerà porzioni del libro e avrà risposte da un coro greco proiettato sullo schermo; subito dopo partirà il primo brano (la suite) con luci sulla band e video animato dagli splendidi disegni di Simone De Lucia, con alternanza di recitato e cantato. La prima dello spettacolo sarà rappresentata al Blanca di Carrara, un piccolo teatro con un centinaio di posti che servirà da base di lancio per piattaforme più impegnative che speriamo di riempire.

La trasposizione teatrale è tutto frutto del tuo estro, oppure hai chi ti ha aiutato?

B.C. – L’idea è nata nella mia testa ed è rimasta lì come una carica di esplosivo pronta per scoppiare; la miccia me l’ha fornita Morgana Sinclair che, in una diretta nel suo salotto Instagram, mi ha detto che le sarebbe piaciuto vedere “Vlad” trasposto a teatro e io le ho risposto che aveva appena dato fuoco alle polveri. Però, per me si trattava di un ambito che non avevo mai sperimentato e fondamentale è stato l’aiuto che mi ha dato Simone De Lucia, autore dell’incredibile copertina dell’album che ritengo essere un capolavoro assoluto; Simone, oltre ai suoi disegni, ha messo un entusiasmo tale che, insieme alla spinta di Morgana, ha dato via al progetto cui stiamo lavorando in strettissima collaborazione; i due, con la loro incredibile competenza, sono il carburante indispensabile per la realizzazione dell’opera, per cui non finirò mai di ringraziarli.

Dal punto di vista musicale sarai accompagnato dalla stessa formazione dell’album?

B.C. – La band sarà quasi la stessa dell’album; quindi, oltre a me, ci saranno Alfredo Peghini (chitarra ritmica e acustica) e Piero Pellicano (basso), cui si aggiungerà il nuovo entrato Luca Fantozzi (batteria).

Libro, disco, ora l’opera teatrale… un film sarebbe utopia?

B.C. – Un film? Magari! Se solo mi fosse data la possibilità, lo farei subito.

Quali sono i progetti futuri della Magia Nera?

B.C. – Per il futuro ho in mente un altro concept che, per ora, sta maturando nella mia testa e del quale preferisco non far trapelare nulla, ma l’immediato futuro si chiama “Vlad’n’Blood” con la prima del 23 marzo.