Stili e generi diversi, ma medesima qualità e passione. Anche questa edizione del Luppolo In Rock ha dimostrato che l’heavy metal gode di ottima salute sia nei nomi storici, che nel panorama underground. E vertono già i preparativi per l’edizione del 2027!

Considerazioni generali: un festival che non ti sequestra, dove puoi entrare e uscire comodamente, con il parcheggio gratuito e la possibilità, se sei stanco, di riposare all’ombra di un parco e di girare tra bancarelle di dischi, libri e accessori di ogni tipo, per me ha già vinto. Solo un appunto: una bottiglietta d’acqua a 2 euro non si può fare. Dove eravamo rimasti? Anticipata da un meraviglioso spazio verde, dove pullulano stand di dischi e cd, vestiti e gadget, oltre che truck food e birre di ogni tipo, l’area concerti si snoda nel cortile adiacente, separato da una sorta di palazzina congressi. Ed è in quel cortile che per tre giorni ben 26 gruppi, hanno sciorinato il meglio del loro repertorio per un pubblico partecipe, felice, accogliente. Ma facciamo un passo indietro e parliamo dell’atmosfera, il Luppolo In Rock non è solo un festival musicale è uno spazio dell’anima, dove si ritrovano amici, si condividono passioni e interessi, dove si fanno nuove amicizie, senza barriere generazionali; infatti, anche se la media età è over 50, è possibile incontrare giovani che mostrano il medesimo amore per il metal della vecchia guardia. Il patron Massimo Pacifico dal palco ha detto che questa edizione è andata bene e sono già al lavoro per la prossima. Bellissima notizia. E voi ci sarete?

Giorno I: gothic
Aprono questa edizione i Jolly Rox, glam rock a tutto spiano, per quella che è l’ultima esibizione della band, e saluto migliore non poteva esserci. Seguono My Darkest red, decisamente interessanti, poi i potenti Dosgamos e il metal classico degli Evilizers che presentano il nuovo cantante. Il livello si alza con i Sick’n’Beautiful e Deathless Legacy, due band che negli ultimi anni hanno compiuto una scalata nelle gerarchie del pubblico. Bravi entrambi! Quando appaiono sul palco i The 69 Eyes, il pubblico è carico e canta con trasporto trascinato dall’ugola baritonale di Jyrki Pekka. Qualcuno commenta che il suono è impastato, ma personalmente mi è sembrato buono, con le chitarre ben piazzate tra la ritmica e le linee vocali. A chiudere la serata ci pensano i fuoriclasse Death SS, che con la formazione a sei con due chitarre hanno alternato classici e novità del nuovo “The Entity”, con il solito furore agonistico e teatrale, misto a classe, senza far mancare lo spettacolo trascinante, che mescola sensualità, erotismo e impatto cinematografico. E che ha letteralmente trascinato il pubblico nel rito di condivisione. Dopo centinaia di saluti si torna a casa con l’amica Giada, che nel backstage ha lavorato di trucco e spazzola (e aiutante sul palco), per permettere ai Death SS di fare lo spettacolo migliore possibile!! (Gianni Della Cioppa)

Giorno II: metal
La mia personale attesa è tutta per i Crimson Glory, una delle band che amo di più. E nonostante qualche problema di suoni, gli americani non mi hanno deluso, sia nella scelta della scaletta, e anche il cantante nuovo si è districato bene, reggendo bene l’eredità del grande e compianto Midnight. Prima di loro applausi a scena aperta sin dal primo pomeriggio per Bolthorn, Septem, i bravissimi Expiatoria, La Menade e Mayfire e un plauso enorme all’inossidabile Pino Scotto che non fa mancare la sua carica emotiva di puro rock’n’roll. Quando salgono sul palco gli Stratovarius, con il loro power speed metal, eseguito con tecnica superba, ma che perde un po’ in emozione, la gente è in estasi e per molto dovevano essere loro gli headliner di giornata. In chiusura Udo guida i suoi Dirschsneider ad un assalto sonoro senza sosta, che la sua voce squittente regge , anche se – facile da intuire – i pezzi più cantati sono quelli degli Accept. Serata due andata, si torna a casa sudati e stanchi, ma felici. (Massimo Bettinazzi)

Giorno III: extreme
Come prevedibile la serata con la maggior affluenza è la terza, dove si da appuntamento il pubblico interessato alle sonorità più estreme. E dopo una successione di band impeccabili, che hanno raccolto consensi e applausi (Bid Zogo, gli ottimi Crisalide, Infection Code, gli storici Cripple Bastards e Darkhold, tutti con la loro ben definita identità), il poker finale è clamoroso: i greci Rotting Christ potenti e devastanti, ma capaci di spunti melodici sorprendenti, poi i Marduk che eseguono uno show incredibile, una macchina da guerra, per un genere che non gradisco, ma che non può non affascinare quando ascoltato dal vivo. Poi ecco gli storici Overkill, un autentico vulcano di thrash metal che suona più moderno di tante band giovani, e in chiusura i Venom, sempre impeccabili nel testimoniare le radici del black metal, con la solita attitudine punk. Finale esplosivo con pubblico in delirio! Salgo in macchina con due amici e crollo, mi svegliano quando siamo arrivati. Grande il metal, ma gli anni passano porca pu##ana! (Stefano Podesti)

Attenzione: sono già in vendita, solo online, i Blind Ticket – ovvero gli abbonamenti al prezzo speciale di 99 euro – per la prossima edizione. Non facciamoci trovare impreparati.
Ecco il link: https://www.luppoloinrock.com/