Ho perso il conto dei progetti di Daniel Tompkins, l’iperattivo frontman dei Tesseract, una delle realtà del nuovo rock più interessanti di questi ultimi tre lustri. Con il debutto dei Prince Of Failure, condiviso con il polistrumentista Paul Ortiz, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Chimp Spanner, continua la sua idea di connessione tra energia e melodia, in un’ottica moderna, con una produzione totalmente calata in questi tempi e forse oltre, con basi, strumenti doppiati e suoni stratificati. Daniel e Paul avevano già collaborato negli ZETA, ma la predisposizione al synth pop di quel progetto, qui viene accantonata a favore di un metal moderno, più vicino ai Tesserect, anche se la parte melodica è più accentuata. Tompkins canta da par suo, in un range che abbraccia urla, growl e melodie pulite, conferendo ai brani una moltitudine di sfumature, con gli arrangiamenti di Ortiz guidati da forti impulsi elettronici. Molto interessante il contenuto dei testi, concepiti in dieci anni di riflessioni, sulla neuro divergenza, e sul peso interiore di non aver raggiunto le nostre aspettative. Il Principe (del fallimento) sembra essere più un modello che un personaggio, con Tompkins che parla di isolamento, frustrazione, rabbia e infine accettazione del nostro vivere. Temi attuali, sviluppati con una tensione emotiva forte, che brani come “Dream Stealer”, le meravigliose sospensioni ritmiche di “Saturn’s Shadow”, “Moonlight”, “Phantom” e “Horizon”, con la voce strepitosa di Kristyn Hope dei Daedric che duella con l’ugola multi raggio del leader del progetto. Se amate i il mondo che stilistico che si muove intorno ai Tesseract “Prince Of Failure” è un album che non dovete assolutamente sottovalutare, vi regalerà intense emozioni.