Allora, i Dark Millennium sono una band tedesca che all’inizio degli anni ’90 realizzò tre demo e due album di death, arrivando anche a viaggiare in tour con Coroner, Biohazard e simili. Poi sono spariti di colpo. Poi nel 2015 la Century Media ha pubblicato una compilation dei loro demo e rimesso in circolazione i loro due album, originariamente usciti per Massacre Records. E da lì la storia è ripartita, di nuovo con la Massacre, per altri tre dischi, che ora diventano quattro con questo “Come”. La formula è davvero interessante perché, almeno apparentemente, non ha né capo né coda. Sostanzialmente i Dark Millennium prendono gli strumenti e ti raccontano la storia così come il momento, lo stato d’animo, la voglia di spaccare o di trattenersi, suggeriscono di fare ai cinque musicisti (due chitarre, basso, batteria e la voce da tonsille infuocate di Christian Mertens). Partiamo dal death, finiamo nel doom e nel mezzo c’è qualunque cosa: l’arpeggio acustico, il sintetizzatore, parti rallentate, parti violente. Potremmo considerarla una forma avanzata e un po’ estrema di prog metal, considerando l’abilità con cui questi repentini cambi di genere e atmosfera si manifestano. Ma il prog generalmente ha un approccio musicale complesso, dettato però da una coerenza di fondo del discorso che si vuole intraprendere. Qui sinceramente la coerenza di fondo non c’è: si salta di palo in frasca e, per essere chiari, non è affatto un difetto. Magari non facile da seguire, ma questa musica non ti lascia respirare un attimo, non ti permette di accomodarti, non ti consente di distrarti e di prestare attenzione a qualcos’altro, neanche alle note di copertina, se non vuoi perderti qualche cosa. Spesso non ha strofa, non ha ritornello, non ha bridge (ascolta “Amber”). E’ tutto affastellato in modo solo apparentemente casuale, in realtà con gusto e metodo. Sembrano un po’, perdonate il paragone ardito, dei Mars Volta death metal: imprevedibili, a volte incomprensibili, ma allo stesso tempo interessanti e di certo non scontati. Mettendo da parte l’idea di capirci qualcosa o di voler interpretare, mi sono divertito nell’ascolto. Penso che possa succedere anche a voi. Che senso hanno in fondo le regole in una musica che fa dell’estremismo la sua caratteristica principale?
