Per questo sesto album, il primo su Kscope, gli olandesi Textures, concettualmente restano in scia del precedente “Phenotype”, che arriva dopo un lungo periodo di pausa. Il sestetto si è messo in moto alimentato dalla consueta attitudine prog math, chitarre djent ed una produzione mastodontica. Definizioni forse per qualcuno fuori portata, ma la musica va avanti, compreso il metal, e chi non riesce a stare al passo deve farsene una ragione. Per apprezzare la mistura di tecnica, melodia e potenza che pervade le otto tracce di “Genotype” è necessario un bagaglio che non sia fermo solo al passato ed una curiosità priva di certezze. Citare Devin Townsend e soprattutto i Tesseract può dare un’idea chiara delle soluzioni che si muovono a scacchiera nei Textures, tra poetica introspettiva, voci ora gutturali ora melodiche e ritmiche assassine, che delineano pezzi come “At The Edge Of Winter”, la futurista “Vanishing Twin” e il crescendo chitarristico di “At The Edge Of Winter”, dove emerge il timbro angelico dell’ospite Charlotte Wessels (ex Delain), che si fonde con il growl e lo scream del fenomenale Daniel de Jongh. Se vi serve un punto di partenza, partite dal fondo, in “Walls Of The Soul” c’è tutto il talento dei Textures.
