Milano, novembre 1988, dopo aver suonato insieme in una cover band, Laura Basla (voce), Silvio Masanotti (chitarre) e Giovanni Porpora (testiere) formano il nucleo storico dei Tale Cue e, partendo dalla demo “Four Tales” del 1989, cominciano a comporre i brani che nel 1991 costituiranno il loro primo (e fino a quest’anno unico) album, “Voices Beyond My Curtain”.

L’album esce in cd per la francese Musea e in vinile per la coreana Si-Wan Records.

A questo punto è necessaria una considerazione, siamo a fine degli anni ‘80, in piena epopea metal e hard rock, e la band sceglie le vie del progressive per esprimere il proprio estro e lo fa benissimo, attraverso un sound variegato che gioca molto sui sinfonismi orchestrati dalle tastiere e sulle parti di chitarra che alternano momenti acustici a splendidi passaggi elettrici con l’aggiunta delle affascinanti melodie vocali della talentuosa Laura.

Proprio quest’ultima è una particolarità, perché in questo periodo, contrariamente ai decenni che verranno, il numero di cantanti donna nel rock è esiguo, tanto più nel prog.

Nonostante la qualità dell’opera e i consensi ricevuti, il 1992 vede il loro abbandono delle scene.

In tutti questi anni, tra noi appassionati, spesso si è fatto vivo il loro ricordo, unito al rimpianto, per una storia bella, ma troppo breve.

Si sa, però, che le vie del rock sono infinite e, quando qualche mese fa è comparsa la notizia del loro ritorno discografico, il piacere è stato superiore allo stupore ed eccoci qui a celebrare “Eclipse Of The Midnight Sun”.

I tre fondatori costituiscono ancora il nucleo centrale del gruppo, con Silvio Masanotti che si occupa anche delle parti di basso, mentre la batteria è affidata ad Alessio Cobau.

Negli anni del silenzio si sono cumulate idee, impressioni ed emozioni che hanno contribuito alla spinta che ha portato alla realizzazione del lavoro.

L’opera è bellissima, pervasa da atmosfere crepuscolari, perfettamente attinenti al suo titolo e dirette a raccontarne la luce.

Il viaggio di “Eclipse Of The Midnight Sun” si muove attraverso tempo, memoria ed emozioni, partendo dall’ispirazione di “Voices Beyond My Curtain” e traslandola, attraverso l’esperienza di oltre trent’anni, ad oggi.

Sono proprio le “Voices from the past” della breve intro iniziale a creare il legame con l’esordio, ma già da “The rage and the innocence” emergono i Tale Cue del terzo millennio, con un brano bellissimo che alterna momenti eterei in odore di ambient a passaggi hard prog, per rappresentare battaglie interiori tra rabbia e innocenza attraverso melodie vocali meravigliose e strutture strumentali efficaci.

La ricerca di sogni e illusioni si materializza musicalmente con il sinfonismo di “For gold and stones”, con le sue delicate orchestrazioni, gli stacchi in crescendo e la voce di Laura che riempie di bellezza e calore.

La sei corde è protagonista nella parte iniziale di “Suntears”, brano dalle atmosfere oscure, necessarie per descrivere il passaggio dalla solitudine all’amore, mentre nel suo svolgimento le tastiere ricamano tappeti sontuosi e supportano un’altra intensa interpretazione della cantante.

Gordon Sinclair” si propone con un’impennata di decibel e i virtuosismi della solista… più impatto per raccontare storie di avventure audaci.

Le fascinose fluttuazioni sonore di “Tides” invitano a riflettere sui cicli della vita, proprio come quelli delle maree, con la sei corde che dipinge delicati fraseggi gilmouriani, supportata da tastiere e voce che colorano a tinte pastello.

Percorsi heavy prog alla King Crimson per “The cue”, brano potente che contiene più anime per affrontare il caos con un Vaso di Pandora musicale.

In “Lady M” un tappeto di mellotron sorregge le delicate note dell’acustica, prima di dare spazio a una solista in grande vena, mentre la versatilità di Laura racconta con classe e drammaticità di ricordi inquietanti, prima della maestosa esplosione finale.

Forse sarò suggestionato dall’aver appena seguito un documentario su Kate Bush, ma trovo che nelle parti vocali della stupenda “We will be back once more” si senta l’influenza della grande artista del Kent, mentre il caleidoscopio musicale del brano descrive l’inevitabilità della morte e della rinascita.

La magnificenza dell’album è suggellata dagli oltre dieci minuti della conclusiva “Vertigo” che, unendo l’indole sinfonica a quella heavy, rappresenta in modo efficace la lotta personale con l’arte.

Nel prog il concetto di tempo ha una dimensione relativa, spesso disperdendosi nello spazio… ed è così che i Tale Cue, con un album meraviglioso, annullano oltre trent’anni di assenza in poco meno di un’ora di musica di altissimo livello.

Tale Cue:

Laura Basla – voce

Silvio Masanotti – chitarre, basso e programming

Giovanni Porpora – tastiere e programming

Alessio Cobau – batteria

Tracce:

  1. Voices from the past
  2. The rage and the innocence
  3. For gold and stones
  4. Suntears
  5. Gordon sinclair
  6. Tides
  7. The cue
  8. Lady M
  9. We will be back once more
  10. Vertigo