Scott Weinrich, in arte Wino, nato nel Maryland nel 1960.
Curriculum Vitae: The Obsessed, Saint Vitus, The Hidden Hand, Place Of Skulls, Spirit Caravan, Shrinebuilder,…
Già solo questo basterebbe ad identificarlo come una delle maggiori icone del doom, senza contare le molte partecipazioni, come nel progetto Probot, capitanato da Dave Grohl e con un unico omonimo album all’attivo cui hanno partecipato, oltre a lui, Lemmy, King Diamond, Max Cavalera, Away,…
Questo grande artista da anni affianca la sua attività nei vari progetti in cui è coinvolto con una carriera solista che da un lato ne conferma lo spirito da vero rocker, dall’altro ne fa emergere il lato più “tranquillo” che lo porta a esprimersi soprattutto in acustico, senza però perdere in potenza e grinta, tenendo fede a quella definizione di “Trovador de ciudad” dal brano degli spagnoli Ñu, firmato dal loro leader José Carlos Molina.
“Create Or Die” è titolo inequivocabilmente autobiografico, indicando l’arte come sua ragione di vita.
Rispetto ai precedenti lavori a suo nome, l’esigenza comunicativa di Wino ha richiesto un’alternanza tra brani elettrici e brani acustici da cui è emerso l’amore per mostri sacri come Roky Erickson, Neil Young e Bob Dylan.
Proprio l’influenza del leader dei The 13th Floor Elevators e quella del grande artista canadese emergono dall’iniziale “Anhedonia”, con un riff ruvido a trazione hard-psych che garantisce la giusta dose di energia, ma anche la capacità di “arrivare”.
Il giro acustico di “New terms” è stupendo e si stampa in testa immediatamente, con quel connubio tra indole da ballad irlandese, avvalorata dal banjo e dal tamburo irlandese dei fratelli Scahill, e suono americano, dove sembra che le corde di chitarra siano fatte con budella di alligatore della Louisiana (cit. Massimo Gasperini di Black Widow Records).
L’ispirazione doom emerge con “Carolina fox” in cui i riff grassi e pesanti fanno da apripista per un’interpretazione vocale intima e sentita.
“Never said goodbye” rinuncia al voltaggio e palesa un’anima blues che fa parte del bagaglio musicale di Wino, mentre l’hard-psych da manuale di “Hopeful defiance” offre ritmiche serrate e una solista ispirata.
Cadenze elettro-acustiche caratterizzano “Us and them”, ricordando i Crazy Horse di Neil Young e arricchendo il brano con ottimi assoli e precisi interventi di organo.
È la volta di due ballad: la prima, “Cold and wrong”, esprime un folk dylaniano, mentre “Lost souls fly” percorre sentieri oscuri e malinconici con un finale in crescendo.
Ancora suoni elettro-acustici per esprimere l’intimità di “Bury me in Texas”.
Il finale è affidato a una bella ballad folk cantautorale, “Noble man”, che va a chiudere un ottimo album che conferma la vena e il talento di Wino.

Musicisti:
Wino – chitarra, basso e voce
Ky Anto – batteria, basso, organo e percussioni
Cameron Queen – batteria su 5
Jason Taylor – chitarra aggiunta su 1
Ben McGuire – voce aggiunta su 1 e 5
Enda Scahill – banjo su 2
Fergal Scahill – tamburo irlandese su 2
Dave Hadley – pedal steel su 7 e 9
Tracce:
- Anhedonia
- New terms
- Carolina fox
- Never said goodbye
- Hopeful defiance
- Us or them
- Lost souls fly
- Cold and wrong
- Bury me in Texas
- Noble man