I Negrita quest’anno sono stati in tour praticamente sempre con il loro “Canzoni per anni spietati – Tour in teatro 2025” , tour collegato all’ultimo disco e farcito di brani storici del gruppo, alcuni anche riproposti raramente in sede live e martedì sera ha fatto tappa al Gran Teatro Geox di Padova.

La Banda Negrita, oltre a PauDrigo e Mac, componenti storici, è composta dagli altri compagni, ormai a bordo da oltre dieci anni, Cristiano Dalla Pellegrina alla batteria, Giacomo “Rost” Rossetti al basso e alle tastiere, e Guglielmo Ridolfo GaglianoGhando” alle tastiere e al basso.

Il tour terminerà a breve con due date ad Arezzo, la band in giro ormai da oltre trent’anni ha sempre mescolato rock, blues, reggae, funk e influenze latine. 

Non li vedo da molti anni e complice anche un mio stop di mesi in casa per un piccolo incidente, sono in fibrillazione, la serata è da lupi, vento e pioggia ma il teatro Geox è quasi pieno, tutti seduti (almeno all’inizio), pochi i posti liberi questo grazie allo sperimentare generi diversi e di evolversi nel tempo ha permesso alla band la fedeltà di un pubblico più datato ma anche la curiosità e il gradimento delle nuove generazioni.

 Per questo tour teatrale in elettrico l’impatto visivo è povero, un telo con la copertina del nuovo album a fare da sfondo, luci e niente più, solo spazio alla musica.

Alle 21.00 in punto, il concerto ha inizio con i nuovi brani Canzoni per anni spietati che nei testi offre uno spaccato della società in cui viviamo, Nel blu (il testo è meraviglioso), Radio CongaIl libro in una mano, la bomba nell’altraNoi siamo gli altri, (questa accolta da una vera e propria ovazione al termine del lunghissimo assolo di Drigo), poi  Provo a difendermi e Splendido, che vede Drigo alla voce (sempre impeccabile alla chitarra, un feeling e un gusto abbinato ad una tecnica favolosa), ahhh… per i più ferrati, Drigo indossava le scarpe di ritorno al futuro.
All’annuncio di “liberi tutti” di Pau, la maggior parte del pubblico si lancia sotto il palco per osannare  Cambio e Mama Maè, brani storici della prima ora, prima di un breve intervallo.

Dieci minuti scarsi e il secondo set inizia con Non esistono innocenti amico mio, singolo dell’ultimo disco con Pau che al termine del brano urla: “ricordatevi che se l’umanità è morta, è morta a Gaza”, dopo di chè arriva Bambole a far scattare di nuovo tutti in piedi fino alla fine.

Un brano rimasto a lungo sepolto fa scattare i ricordi, ovvero Lontani dal mondo, tratto dal primo disco del 1994.
in semi-acustico arriva la versione di Salearrangiata per Dejà vù e Malavida en Bs.As.,  swing-jazz con una classica spruzzata di stile Negrita.

Il rush finale è una carrellata di hit,  MagnoliaRotolando verso Sud e A modo mio.
Come da tradizione, si chiude con Gioia infinita e la buonanotte di Pau “gioie… è finita!”

L’acustica e i volumi stasera sono stati perfetti stasera

Ed è proprio Pau a mettere i puntini sulle i al momento dei saluti: “Io capisco che ogni generazione ha la sua musica… A noi però piace ancora fare le cose artigianali

Dopo 31 anni di carriera, i Negrita sono ancora in forma e anche stavolta ci hanno emozionato e divertito, uno di quei gruppi che nonostante magari uno non li segue costantemente al live si ritrova a cantare quasi tutti brani, anche questo è un bel merito.

Foto by Francesca Pagin

Tracklist:

Nel blu (lettera ai padroni della terra)
Radio Conga
Il libro in una mano, la bomba nell’altra
Noi siamo gli altri
Il gioco
In ogni atomo
Provo a difendermi
Che rumore fa la felicità?
Song to Dylan
Non si può fermare
Cambio
Mama maè

Non esistono innocenti amico mio
Bambole
Lontani dal mondo
Sale
Malavida en Bs. As.
Brucerò per te
Ho imparato a sognare
Magnolia
Rotolando verso sud
A modo mio
Gioia infinita