Dopo oltre cinquant’anni dall’uscita del loro primo e unico album, i napoletani Cervello si ripresentano con un nuovo lavoro dal titolo “Chaire & Live At Pomigliano D’Arco 1973”.
La band vede i suoi natali nel 1972 e nell’arco di circa un anno riesce a conseguire ottimi consensi, esibendosi dal vivo in alcuni eventi: Palermo Pop, Mestre e, soprattutto, il III Festival d’Avanguardia e Nuove Tendenze nel capoluogo partenopeo.
Durante quest’ultimo, vengono presentati dagli Osanna, loro mentori, annoverando tra le proprie fila il chitarrista Corrado Rustici, fratello di Danilo, storica sei corde della band de “L’Uomo”, “Palepoli”,…
Siamo nell’epicentro da cui si è dipanata la storia del rock napoletano e il legame con Lino Vairetti e company si estrinseca anche con la produzione da parte di questi ultimi dell’esordio discografico dei Cervello: “Melos”.
Come per i fratelli maggiori, il suono fonde l’influenza del progressive di scuola anglosassone con sonorità mediterranee, in particolare dell’antica Grecia, tanto più che il titolo deriva da quella lingua e significa “canto”.
Nel 1974 la band si scioglie e Corrado Rustici entra prima negli Osanna, con cui incide “Landscape Of Life”, e poi nei Nova con i quali si reca negli States, dove ottiene ottimi riconoscimenti personali.
Il cantante Gianluigi Di Franco si rivede a metà anni ‘80, nella band di Tony Esposito, cantando pure sul famoso brano “Kalimba de luna”.
I Cervello odierni inglobano Corrado Rustici, Giulio D’Ambrosio e Antonio Spagnolo come membri storici, cui si aggiunge Roberto Porta dietro le pelli.
Un discorso a parte merita la splendida voce di Gianluigi Di Franco, prematuramente deceduto nel 2005; infatti, i brani sono stati composti nel periodo tra il 1974 e il 1983, ma le registrazioni sono rimaste congelate su nastri, e, con l’ausilio di arrangiamenti e tecnologie contemporanee, sono state rese attuali con tanto di ripristino delle parti vocali originali, per un risultato ottimale.
Lo spirito del gruppo riparte da dove si era fermato e sonorità elleniche emergono già dall’intro “Chaire-hallo” che anticipa “Templi acherontei”, brano scelto come singolo, il cui video (clicca sul link blu) è stato realizzato dallo statunitense Wayne Joyner che ha saputo tramutare in immagini le sensazioni mistiche e oniriche della musica dei Cervello, garantite dalle melodie delle linee vocali, degli arpeggi dell’acustica e di un flauto meraviglioso, oltre che da alcuni stacchi elettrici in cui emergono gli interventi solistici di Rustici e spunti di sax.
Quest’ultimo è protagonista anche in “La seduzione di chiaro ulivo” dove si alterna a un cantato ispirato, mentre ritmiche in tempi dispari tradiscono un’arrembante vena prog.
Atmosfere più rarefatte e dilatate caratterizzano “Reina de roca”, dove la vena sinfonica è scossa da sporadici crescendo.
Le rullate iniziali di “Movalaide (inc. Trasfigurazione)” declinano verso delicati passaggi acustici, in cui il flauto si ritaglia i suoi meritati spazi, attribuendo al brano una chiara essenza mediterranea.
Ancora suoni magici ed eterei per rappresentare “La danza dei guardiani”, in cui la voce di Di Franco emoziona, prima di un crescendo dove le ritmiche prendono il sopravvento e il sax vi appone il suo timbro, anticipando l’outro “Chaire-farewell” che riprende il tema del recitativo iniziale.
Ma l’album, prodotto da Corrado Rustici, non si chiude qui, infatti, per celebrare questo storico e ottimo ritorno, la Sony Music e la band hanno scelto di completare “Chaire” con i brani del concerto a Pomigliano D’Arco nel 1973, tutti tratti dall’esordio, eccetto “Progressivo remoto” che è uno strumentale inedito, in cui la solista e il sax furoreggiano su ritmiche selvagge, regalando un’ulteriore gemma ai tanto appassionati del prog italiano.
Infine, ricordiamo che contestualmente al nuovo lavoro è prevista anche la ristampa di “Melos”.
Un po’ più di Cervello sarebbe un bene per tutti, soprattutto di questi tempi.

Cervello:
Corrado Rustici – chitarra, tastiere e voce
Antonio Spagnolo – basso, chitarra acustica, flauto dolce e voce
Giulio D’Ambrosio – flauto, sax e voce
Gianluigi Di Franco – voce solista
Roberto Porta – batteria
Tracce:
- Chaire-hallo
- Templi acherontei
- La seduzione di chiaro ulivo
- Reina de roca
- Movalaide (inc. Trasfigurazione)
- La danza dei guardiani
- Chaire-farewell
- Intro (Live at Pomigliano D’Arco 1973)
- Canto del capro (Live at Pomigliano D’Arco 1973)
- Scinsione (T.R.M.) (Live at Pomigliano D’Arco 1973)
- Euterpe (Live at Pomigliano D’Arco 1973)
- Melos (Live at Pomigliano D’Arco 1973)
- Progressivo remoto (Live at Pomigliano D’Arco 1973)