Ancora grande musica dalla Terra d’Albione.

Questa volta siamo a Newcastle, dove nel 2021 il cantante, chitarrista e compositore Scott Hepple costruisce intorno a sè un gruppo che prende il nome di The Sun Band ed è costituito da Thomas Keith (chitarre), Sophie Keith (basso e cori) e Luc Hindmarch (batteria e percussioni).

I primi passi si concretizzano con due autoproduzioni, “Ashes To Wildflowers” (2023) e “Lammas” (2024), entrambe solo in vinile.

Nella prima emergono le caratteristiche più evidenti del loro sound, dove convergono psichedelia, garage e folk, palesando influenze radicate tra la fine dei ‘60 fino ai primi ‘70 e derivanti da The Beatles, Groundhogs, The Move, Pretty Things, Neil Young, The Kinks,…; nella seconda seconda i suoni si fanno più ruvidi palesando anche spunti stoner, ma resta l’approccio lisergico che li contraddistingue.

Ambizione ed entusiasmo appartengono loro e i ragazzi si danno da fare, sfruttando ogni occasione per esibirsi dal vivo e farsi conoscere; infatti è proprio durante una delle loro performances che Lee Dorrian, leader dei Cathedral, li nota e li scrittura per la sua importante label, la Rise Above Records.

Da questo connubio ecco il nuovo album “English Mustard”, quindici brani, oltre ad una brevissima intro, che vogliono arrivare e lasciare il segno.

Coerentemente con il titolo, l’album si esprime in un linguaggio tipicamente inglese anche se le parti vocali suscitano ricordi d’oltreoceano per l’inflessione alla Neil Young e i toni cristallini e femminei alla David Surkamp dei Pavlov’s Dog.

Le atmosfere lisergiche stile Summer Of Love costituiscono la costante dell’album intorno alla quale si sviluppa la versatilità delle canzoni, tutte mediamente brevi, testimoniando la capacità della band di dire tanto in poco tempo.

Ecco quindi l’hard rock di “Smoke and frown”, dal coro irresistibile, della favolosa “Lead on Sonny Brown”, di “Fake a smile” e di “Sun lion”; la blueseggiante “Velvet divorce” col suo finale in crescendo; le ballads “English mustard”, dall’anima beatlesiana, “Blue door Jimmy” e la folkeggiante “The gooseberry”; il garage punk di “Gone” e “Jekyll and Hyde”; le kinksiane “Ohrwurm” e “Sweet sugar sigh”; la breve “A brief advertisment” e i percorsi onirici di “Dreaming”; per finire con “Better run” e i suoi sei minuti di psichedelia variegata.

La produzione interamente in analogico di Liam Watson valorizza ulteriormente il lavoro.

Scott Hepple And The Sun Band, entità dalle molte sfaccettature e dal songwriting ispirato… ne sentiremo ancora parlare.

Band:

Scott Hepple – voce, chitarre e testiere

Luc Hindmarch – batteria e percussioni

Sophie Keith – basso e cori

Thomas Keith – chitarre

Tracklist:

  1. Stadt/Klavier
  2. Smoke and frown
  3. Velvet divorce
  4. Lead on Sonny Brown
  5. Dreaming
  6. English mustard
  7. Fake a smile
  8. Ohrwurm
  9. Gone
  10. Blue door Jimmy
  11. A brief advertisment
  12. Jekyll and Hyde
  13. The gooseberry
  14. Sun lion
  15. Sweet sugar sigh
  16. Better run