Dirty Honey “Mayhem & Revelry Live” (2025, Dirt Records)
Definiti dal nostro caporedattore Gianni Della Cioppa “(forse) la cosa più eccitante emersa nel panorama classic rock degli ultimi anni” (cit.), nella recensione relativa al secondo lavoro “Can’t Find The Brakes!” (2023), i losangeliani Dirty Honey, dopo solo due album e mezzo, ma anche tantissima gavetta che li ha portati a suonare dal vivo in ogni situazione possibile, hanno deciso di immortalare su supporto fisico (lp e cd) un esempio dei loro eccitanti show, da cui trasudano l’amore e lo spirito per l’hard rock blueseggiante degli anni ‘70.
Non manca loro nulla: attitudine, classe, cuore, tecnica, immagine…

Ho avuto la fortuna di assistere al concerto che hanno tenuto all’Alcatrazz di Milano, durante la tournée del 2023, per cui posso assicurare che da queste registrazioni traspare appieno tutta la loro anima di live band.
La scaletta prescelta è estremamente democratica, infatti, dei sedici brani presenti, otto sono relativi al primo album e al minilp che lo ha preceduto, mentre gli altri otto provengono da “Can’t Find The Brakes!”; democratica pure nell’esprimere anche tutte le sfaccettature del loro sound.
Ovviamente l’hard rock viscerale la fa da padrone con brani coinvolgenti e trascinanti come “Won’t take me alive” e “California dreamin’ “, da cui emerge l’influenza degli Aerosmith più polverosi degli anni ‘70, la zeppeliniana “Rollin 7’s”, il singolo “The wire” e le splendide “Dirt mind” e “Can’t find the brakes”.
“Heartbreaker”, “Satisfied” e “You make it all right” non lesinano energia, ma lasciano l’irruenza in favore di sonorità più lascive, da cui emergono spunti funk nella seconda e un’anima soul nella terza.
Il funk emerge in maniera più evidente con “Tied up”, mantre “Don’t put the fire” si esprime con un boogie che ricorda gli Ac/Dc prima era e “Another last time” trasuda blues da ogni poro, compresa una spruzzata southern
Il tutto è stato inframezzato da due ballad, la romantica “Coming home” e la drammatica “Roam”, mentre “Scars” e “When I’m gone” sono brani nei quali la band esce dagli schemi e lascia spazio e improvvisazioni solistiche che riscaldano il pubblico.
L’album è registrato molto bene e coglie in pieno la band nella sua dimensione naturale… quella live!!

Band:
Corey Coverstone – batteria
John Notto – chitarre
Justin Smolian – basso
Marc Labelle – voce
Tracklist:
- Won’t take me alive
- California dreamin’
- Heartbreaker
- Dirty mind
- Tied up
- Coming home
- Another last time
- Rolling 7’s
- Can’t find the brakes
- Satisfied
- Roam
- The wire
- Don’t put out the fire
- Scars
- When I’m gone
- You make it all right