Perché un EP? Ma, soprattutto, perché un EP in vinile autoprodotto per il debutto?
La risposta è semplice: i Velvet Rush spaccano e se ne sentirà parlare in abbondanza, come del resto sta già succedendo, per cui Back In Rock non può esimersi dal contribuire a farli conoscere; peraltro, hanno già vinto il premio “Best New Rock Song October 2024” di Classic Rock Magazine U.K..
Provengono da Amburgo, città di mare, porto importante, famosa nel rock perché spesso è stata rampa di lancio per band non solo tedesche… The Beatles in primis.
In questo contesto, tre fustacci e una splendida fanciulla, tutti dotati della giusta immagine, ma ancor più della perfetta attitudine, decidono di creare un mix esplosivo di hard rock, blues e soul, shakerato con massicce dosi di sex appeal, cui aggiungere una gran fame di successo e la determinazione a giocarsi tutte le carte possibili per sfondare, in attesa di un contratto discografico e la conseguente possibilità di scatenarsi in tour infuocati.
L’EP contiene cinque brani, comprensivi dei tre singoli che ne hanno anticipato l’uscita, ed è stato registrato nei famosi Chameleon Studios di Amburgo sotto la sapiente regia di Eike Freese, produttore noto per collaborazioni importanti (Deep Purple, Simple Minds, Slash, Status Quo,…)
La title track non è solo il biglietto da visita del lavoro, ma anche quello con cui la band si è presentata nel 2024, in cui riff ruvidi, tanto semplici quanto efficaci, creano il palcoscenico su cui si erge protagonista Sandra Lian con la sua voce potentissima, la sua grinta e la sua bellezza felina, dando vita a un brano che rimanda ai Blues Pills della prima ora.
Ancora alto voltaggio con “No way back”, dall’impatto arcigno corredato da un refrain corale accattivante e, nel finale, da un cameo psych’n’blues che concede un attimo di respiro.
Il secondo singolo è “Fire spirit”, attraverso potenza, dinamicità e freschezza, dimostra come lo spirito del fuoco scorra in grande quantità nelle vene dei Velvet Rush, esibendo cori coinvolgenti e un ottimo assolo.
Con “Leave it all behind” i nostri riducono leggermente l’irruenza, ma non l’energia, palesando, non solo l’anima soul che appartiene loro, ma pure quella funk che induce a un irresistibile movimento del deretano.
Il finale del mini è affidato ad “Aurora”, pezzo che sceglie percorsi più rilassati e lisergici, richiamando l’ambiente desertico del videoclip e garantendo un’adeguata chiusura a una piccola gemma che prevedo sboccerà in tutta la sua bellezza.

I Velvet Rush sono una bomba, una di quelle bombe di cui si dovrebbe parlare in continuazione al posto di riarmi, morte e distruzione… ascoltateli, liketeli, rumoreggiateci intorno,… insomma, fate in modo che potremo vederli dal vivo anche dalle nostre parti, magari in accoppiata con i loro connazionali Wucan.
Band:
Sandra Lian – voce
Dennis Henning – chitarra
Tim Black – basso
Tom Zeschke – batteria
Tracklist:
- Euphonia
- No way back
- Fire spirit
- Leave it all behind
- Aurora