Più o meno la storia è questa: il cantante e chitarrista Sumner Bright dal Maine si trasferisce a New York, dove incontra Sander Casale, altro chitarrista rimasto affascinato dalle registrazioni di Bright trovate sul web.

Con l’aiuto di Timothy Graff e Connor Kennedy, i due partono per un tour, mentre prende forma la scaletta del loro primo ed omonimo album, “The Clearwater Swimmers”. I dieci brani formano un puzzle di rock americano in cui ogni pezzo è perfettamente incastonato in un sound che trova ispirazione dagli anni settanta, così come da quei novanta che ne modellano le sensazioni alternative che appaiono e scompaiono tra le trame del loro country, psych, folk rock.

E’ un elegante e strascicato andare quello del gruppo newyorkese, pregno di quella sensibile poesia a stelle e strisce che ne sottolinea le parti più introverse, anche se non mancano graffianti chitarre a rivendicare un posto al sole nel mezzo di brani come “Valley” e il suo lento incedere slowcore.

“River”, il singolo “Heaven’s A Bar” e l’alt country di “Weathervane” riportano alla mente suoni ed umori che vanno da Neil Young ai Dinosaur Jr, dai Drive-By Truckers ai Cowboy Junkies, e non è sicuramente poco.

Sedetevi, rilassatevi, fatevi trasportare dal lento incedere di questi dieci brani di quello che altro non è che rock americano d’autore, non ve ne pentirete.

The Clearwater Swimmers (Foto di Preston Ossman)