Martedi 11 febbraio, il Legend Club di Milano si è trasformato in aeroporto per ospitare l’equipaggio de The Night Flight Orchestra.
Il rullaggio per scaldare i motori spetta ai Tragedy, band newyorkese definita “all metal tribute to the Bee Gees and beyond”, perfetta per questo compito.

Infatti, il loro repertorio è costituito da brani provenienti dalla musica pop prevalentemente degli anni ‘70, interpretati con un mix tra l’heavy metal della potentissima sezione ritmica, l’hard glam delle chitarre e la sfrontatezza delle parti vocali; il tutto proponendo uno show coinvolgente e divertentissimo, in cui la parte del mattatore spetta a Lance, il dancer della band, istrionico e matto come un cavallo, capace di passare dal palco al pubblico in un attimo.
Una sequenza di brani superfamosi eseguiti con verve inedita, permettendo di entrare in tema e scaldare l’ambiente.
Ecco, è giunta l’ora del decollo e The Night Flight Orchestra è pronta per decollare.

Il loro hard rock con spiccata tendenza AOR esprime melodie ispirate al periodo tributato dai loro opener.
Incredibile il fatto che la band sia stata formata da musicisti provenienti dalla scena del death metal melodico svedese, Soilwork in particolare.
Innanzitutto, protagoniste sono le canzoni, pressoché tutte con i connotati della hit, e poi c’è la band: un ensamble di musicisti preparati e, al contempo, capaci di calarsi nella parte guidati dal loro comandante Björn “Speed” Strid: la sezione ritmica precisa, le funamboliche tastiere di John Lönnmyr, il gusto chitarristico di Rasmus Ehrnborn e le due coriste Anna Brygård e Åsa Lundman, determinanti non solo per il supporto vocale, ma anche per il costante contributo allo spettacolo.

I brani, tratti da quasi tutti i sette album pubblicati, si susseguono coinvolgendo sempre più il pubblico presente, in particolare “California morning”, “Domino”, “Cosmic tide”, “Satellite”, “Born for me”, “White jeans” e “Way to spend the night”.
Lönnmyr offre pure un assolo tastieristico, mentre Björn Strid prima fa commuovere ricordando David Anderson, già con lui nei Soilwork e cofondatore de The Night Flight Orchestra, purtroppo tragicamente scomparso nel 2022 all’età di 47 anni, poi, nell’annunciare l’ultimo dei tre bis, ringrazia i ragazzi dei Tragedy che assistono al concerto e li istiga a “promuovere” uno scatenato trenino che trascina i fans.
Quindi, con linee aeree e ferroviarie che funzionano grazie al rock, senza scuse da cialtroni (qui gli unici chiodi sono quelli dei metallari), si chiude un concerto di una band che va assolutamente vista e vissuta dal vivo.
Ricordo che da poco è uscito il nuovo album “Give us the moon” già recensito su Back In Rock dall’amico Alberto Centenari.
(Leggi la recensione qui)
Tragedy
Tracklist:
- The final countdown (Europe)
- Tragedy (Bee Gees)
- Lay all your love on me (Abba)
- Grease (Frank Valli)
- Summer Nights (Jim Jacobs & Warren Casey)
- Sweet Caroline (Neil Diamond)
- Gimme! Gimme! Gimme! (Abba)
- Raining blood / It’s raining men (The Weather Girls)
- You’re the one that I want (John Farrar)
- How deep is your love? (Bee Gees)
- Stayin’ alive (Bee Gees)
The Night Flight Orchestra
Tracklist:
- Stratus
- California morning
- Shooting velvet
- Divynils
- Domino
- Gemini
- Cosmic tide
- This boy’s last summer
- Paloma
- Satellite
- Transmissions
- Can’t be that bad
- Transatlantic blues
- Burn for me
- White jeans
- Way to spend the night
- West ruth ave
