L’incontro tra musica heavy e darkwave, esplose negli anni ‘90 con il termine “gothic metal”, generando un movimento di band fantastiche; infatti, innescati dai seminali Fields of the Nephilim, salirono alla ribalta e divennero fondamentali Type O Negative, Tiamat, Paradise Lost, Lacrimosa, Lake of Tears… e tanti altri.
Da qualche anno a questa parte, si è creata una nuova ondata di gruppi caratterizzati dalla capacità di unire le peculiarità dei due generi, tra cui uno dei più importanti porta il nome di Unto Others.
Si formano a Portland, in Oregon, nel 2017 con il moniker Idle Hands e incidono un mini e un album, rispettivamente “Don’t Waste Your Time” (2018) e “Mana” (2019), attraverso i quali iniziano a raccogliere consensi.
Nel 2020, a causa del fatto che la denominazione era già stata registrata da altra band, la cambiano in Unto Others, sotto cui ristampano le due uscite di cui sopra.
Nel 2021 è la volta di “Strenght”, album maturo, completo e, soprattutto, dominato dalla componente heavy, che li impone come una delle entità più importanti del genere.
Da poco è uscito il nuovo lavoro, “Never, Neverland” che mostra una band saldamente nelle mani del leader Gabriel Franco, autore di tutti i testi, nonché principale compositore, seppur con l’aiuto degli altri componenti.
Sedici brani da cui emergono variegate influenze: Sister of Mercy, Bauhaus, The Cure, Metallica, Type O Negative, Misfits, Damned, Killing Joke,…
Innanzitutto, partirei dai singoli, tra cui troviamo: “Butterfly”, brano a trazione darkwave con una spruzzata estrema; “Momma likes the door closed”, dai connotati vicini a certo speed/thrash anni’80, pur mantenendo il loro marchio di fabbrica; “Suicide today”, col suo refrain contagioso e un’indole punk; “Angel of the night”, che esprime un gothic romantico, corredato da un assolo di gusto; “Raigeki”, vestita con un dark marziale.
Intorno, i mid tempo di “Fame” e della title track, la gelida “When the kids get caught” con la solista ispirata, la punk’n’core “Flatline”, l’anthemica “Time goes on”, le facili “Sunshine” e “Cold world”, l’enfatica “I am the light” e, infine, “Hoops”, che si esprime in lingua quasi punk’n’roll con un testo/non testo reiterato; senza dimenticare i due brevi strumentali: “Glass slippers” e “Farewell”.
Unto Others, band da conoscere senza indugi, facendosi ammaliare dalle loro melodie accattivanti e oscure, in attesa di poterli vedere dal vivo a Milano in compagnia dei grandiosi Green Lung.
Band:
Gabriel Franco – voce e chitarra
Sebastian Silva – chitarra solista
Brandon Hill – basso e cori
Colin Vranizan – batteria e percussioni
