Dove eravamo rimasti? Seguire i frenetici ultimi anni di Robin Trower non è cosa da poco; infatti, negli ultimi tempi sembra che lo storico chitarrista britannico abbia messo una marcia in più consolidando una carriera che rasenta il leggendario, tra gli inizi con i Procol Harum e un’infinita discografia firmata con il suo nome. Come già scritto, in tempi recenti ha pubblicato ben tre album in quattro anni: dopo il bellissimo “Joyful Sky”, che vedeva il nostro collaborare con la bravissima cantante Sari Schorr e l’altrettanto ottimo “Come And Find Me” dello scorso anno. Passano pochi mesi, intervallati dal live “One Moment In Time: Live In The USA”, ed ecco puntualmente il ritorno con “Shine”, album che non sposta di una virgola il sound di Trower, anche se in generale l’atmosfera è più rilassata che in passato. A 81 anni suonati fermarsi non è cosa per chi ha ancora energia e voglia di fare musica e così Trower, accompagnato da Richard Watts alla voce, Christ Taggart alla batteria e Jess Hayes produttore del disco, chitarrista, bassista e cantante, ci regala altre dieci composizioni all’insegna di un blues elegante e raffinato. Come anticipato il mood del disco è rilassato, le dieci canzoni scivolano via senza sussulti ma mantenendo per il genere uno standard molto alto. Brani da totale relax, da ascoltare con mente sgombra, lasciandosi trasportare dalla leggera corrente del fiume formato dalle note della sei corde in brani come la title track, “The Missing Piece” o la splendida “Truth”.  Blues raffinato dunque, creato con esperienza e talento, con il funky che sposta a tratti gli equilibri (il singolo “Live Your Time”), senza sorprese compositive, ma con una marcia in più grazie ad una chitarra ispirata anche se tenuta per le briglie. Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.