Chi ha avuto la fortuna di vedere (se non lo avete ancora fatto e siete appassionati di blues, rimediate!) il bellissimo “I Peccatori” di Ryan Coogler, vincitore di quattro Oscar e di ben 16 candidature, è stato catapultato per due ore nel Mississippi degli anni 30′, terra di schiavitù, redenzione, maledizioni, vampiri e blues. “Son Of A Sinner”, secondo album di Jovin Webb, nato in Louisiana, ricorda per molti versi il film per le sue atmosfere all’insegna di un blues antico che, rivisitato dal talento del giovane chitarrista e cantante, farà strage di cuori tra chi il blues lo ascolta abitualmente. I testi che parlano di vita vissuta, di fede, di tentazioni e, appunto, di redenzione, accompagnano un sound che è blues fino al midollo, classico nei suoi richiami al gospel e cantato da una voce segnata, ma che trasmette speranza. Registrato a Nashville e prodotto da Tom Hambridge, l’album prende a tratti le strade del roots rock, quel tanto che basta per personalizzare il più possibile il messaggio, che ha nei testi tanto di autobiografico. Attenzione però, “Son Of A Sinners” è tutto e il contrario di tutto: è malinconico, drammatico, introspettivo, ma pure energico e coinvolgente anche quando i ritmi si fanno più rock.  L’opener “Pray For Me”, la blues rock “Gunpowder & Lead” l’energica “These Boots” il singolo “Every Time I Roll The Dice” fanno parte di un lavoro ricco di spunti e momenti di grande musica, mentre sullo sfondo Baton Rouge è testimone di come Webb si sia formato nel blues, nel gospel e nelle tradizioni di quelle terre. Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.