Una delle contaminazioni più riuscite in ambito rock è sicuramente (almeno per il sottoscritto) il rock degli anni Settanta con la musica desertica uscita vent’anni dopo, che la chiamiate desert rock o stoner non importa. Aggiungete non poca attitudine southern blues e il gioco è fatto, avete più o meno trovato la chiave per aprire lo scrigno musicale dei The Heavy Eyes, band originaria del Tennessee al quinto lavoro in uscita. Con una storia da raccontare che vede protagonista il frontman Tripp Shumake, uscito da un trapianto del rene per una malattia cronica, la band di Memphis non cede di un passo e pubblica “Focus” un album che farà la gioia degli amanti dell’hard rock di matrice stoner, anche se come già scritto blues e rock settantiano fanno da complici per questo macello sonoro dal groove potentissimo, dove non mancano ovviamente sfumature psichedeliche e un approccio live che è la ciliegina sulla torta. Composto da Tripp Schumake (chitarra e voce), Matthew Qualls (chitarra), Wally Anderson (basso) ed Eric Garcia (batteria), il quartetto statunitense convince a più riprese sin dall’opener “That Cold Goliath”, brano oscuro e acustico che funge da preludio a “Concrete Halloween”, prima mazzata micidiale di questa nuova raccolta di brani firmata The Heavy Eyes. I brani da citare sono praticamente tutti, ma mi limito a una travolgente “Trublesome Priest”, al putrido andamento di “Words” e “That Cold Goliath (Might Return)”, che riprende le trame acustiche del primo brano e le trasforma in una devastante cascata di lava stoner/hard/blues rock. Immaginate una jam con Black Sabbath, Led Zeppelin, Fu Manchu, Kyuss e primi Soundgarden ed avrete un’idea di cosa sono capaci questi quattro musicisti di Memphis.
