La Gruene Hall è un locale leggendario, il più famoso del Texas e uno dei più importanti degli Stati Uniti per il rock tradizionale a stelle e strisce; nel suo secolo e mezzo di vita ha visto sul suo palco suonare autentiche leggende della musica americana e band che da quel luogo sono partite per trovare gloria e successo.

Gli Uncle Lucius, il gruppo texano di country blues/roots e americana capitanato da Kevin Galloway, erano ripartiti dopo un temporaneo scioglimento due anni fa con un’apparizione nella famosa serie televisiva “Yellowstone” e un nuovo lavoro intitolato “Like It’s The One Last Left” (recensito su queste pagine), dopo una manciata di album tra studio e live di alto livello.

Oggi, quel ritorno sulle scene di due anni fa viene seguito da quello che per il gruppo di Austin e non solo rimarrà un evento storico.

Infatti, Live in ’25 immortala la band in due serate sold out a marzo di quest’anno nella leggendaria location, dove ferma il tempo e ripercorre la sua carriera tra brani originali, nuove songs e cover.

E sembra davvero di tornare indietro nel tempo, quando gli Allman Brothers trasformavano i concerti in lunghe jam o i Lynyrd Skynyrd esaltavano gli astanti con quel sound che diverrà il fulcro di tutto il movimento southern rock.

Un live incendiario ed entusiasmante, un viaggio nel rock americano dove la tradizione è il cuore di un sound immortale rapito e tenuto prigioniero tra le trame di brani memorabili come “Somewhere Else” o il nuovo singolo “Let Me Get a Lengua Plate” o ancora l’atmosfera gospel della splendida “Save Me Jesus”.

Un live bellissimo e a tratti commovente, un album imperdibile per gli appassionati del genere.