Durante il ProgFest al Porto Antico di Genova svoltosi ai primi di agosto e di cui abbiamo parlato su Back In Rock (cliccare sul link colorato per il report), c’è stata l’occasione per ammirare dal vivo Arpia, grande band da culto del rock italiano che ha sempre interpretato la sua musica come arte, spesso contaminandola con altre forme espressive.
L’esibizione del gruppo romano è coincisa con la pubblicazione da parte della Black Widow Records di “Festa Grande – Concerto Per I 40 Anni”, doppio cd più dvd in cui è immortalata l’esibizione al Teatro Affabulazione di Roma del 13 aprile 2024.
L’occasione è succulenta per tributare questo importante gruppo italiano sulle nostre pagine, parlando non solo del live in questione, ma pure della loro storia.
Arpia nasce nel febbraio del 1984 da quelli che ancor oggi ne costituiscono l’asse portante: Leonardo Bonetti (voce e basso), Fabio Brait (chitarra) e Aldo Orazi (batteria).
Già a metà degli ‘80 la band, durante i concerti, comincia a sperimentare forme di contaminazione artistica coinvolgendo mimi e attori sul palco.
Nel 1986 esce la demo “de lusioni”, in cui compaiono idee che sarebbero state sviluppate più avanti, mentre nel 1988 è la volta di un’altra cassetta dimostrativa, “Resurrezione E Metamorfosi”, con un’unica composizione fiume di quaranta minuti, andando a concludere la prima fase compositiva.
Nei due anni successivi che porteranno alla pubblicazione di una terza e ultima demo su nastro, “Bianco Zero” (1989), Arpia sposta il suo focus verso gli aspetti più problematici della realtà contemporanea, gettando le basi per la produzione degli anni ‘90.
È così che le esibizioni perdono la loro indole prettamente teatrale a favore di una maggiore tensione comunicativa, mentre il loro sound viene arricchito dalla presenza delle tastiere, portando, dapprima alla pubblicazione del 7” omonimo, contenente i brani “Ragazzo rosso” e “Idolo di crine”, e successivamente, nel 1995, all’uscita del primo vero album, “Liberazione”, edito dalla Pick Up Records in cd e vinile.
L’opera è ambiziosa e, al contempo, coraggiosa, trattandosi di un concept che rappresenta un viaggio nella memoria storica del nostro paese, a cinquant’anni (in quel momento) dalla liberazione dal nazifascismo, sorretto maggiormente dalla necessità di riappropriarsi della storia collettiva attraverso vicende minori e individuali, piuttosto che da una volontà meramente politica.
Terminata anche questa fase, Arpia necessita di evolversi e di arricchire la propria proposta con soluzioni ritmiche e sonorità più istintive, aprendo alla collaborazione con Paola Feraiorni alla voce e Tonino De Sisinno alle percussioni.
Questa fase si conclude nel 2006 con il nuovo lavoro “Terramare”, edito in cd da Lizard/Andromeda Relix, che ruota intorno al concetto di esperienza erotica del mondo, descrivendo “terra” e “mare” come uomo e donna su un piano comune, in cui il sentimento del mistero dell’altro è vivo e costantemente messo in gioco, con esclusione del dio celeste e lasciando come uniche divinità quelle di boschi e mari, simboli antichi di sessualità.
Da qui parte il nuovo percorso espressivo legato al rapporto tra musica e letteratura che si estrinseca con la pubblicazione del cd “Racconto D’Inverno” (2009), dove poesia, racconto e melos si fondono per dar vita a un linguaggio musicale e poetico.
Si tratta dell’unione di due oggetti d’arte: un romanzo, edito dalla Marietti di Milano, e una lunga suite musicale, uscita per la francese Musea.
In questo caso Arpia sceglie la strada di un lungo brano prettamente acustico, articolato in più movimenti nei quali i luoghi e le vicende del libro vengono declinate con un lirismo intenso e drammatico.
Dopo questo lavoro è seguito un periodo di inattività interrotto nel 2022 dalla pubblicazione in vinile delle tre demo sopracitate da parte della spagnola Boomland Records e in cd dall’italiana Aua Records; quest’ultima ha fatto uscire in cd anche “Live Piper 1988”, un bootleg ufficiale che consente agli appassionati della band di poterla ascoltare in un concerto della primissima parte di carriera in cui eseguono per intero “Resurrezione E Metamorfosi”.
Il nuovo live celebrativo del quarantennale contiene brani che ripercorrono la discografia di Arpia, ma lascia spazio anche a diversi pezzi mai pubblicati che preannunciano l’imminente fase che si materializzerà con nuove pubblicazioni che coinvolgeranno la cantante Valentina Citti, che abbiamo potuto ammirare al ProgFest genovese di cui sopra.
Non siamo davanti solo alla celebrazione di un quarantennale ad appannaggio dei cultori del gruppo, ma anche occasione incredibile per chi avesse la curiosità e il coraggio di approfondirlo, trattandosi di un vero compendio della loro storia passata, presente… e futura.
Dallo spettacolo emergono tutte le sfaccettature del mondo Arpia: il rock, il doom, il cantautorato, il folk… tutti riuniti sotto un’idea di fondo progressiva.
Alcuni dettagli sugli inediti: “Arpia”, “Il lago”, loro primo brano mai composto, “Lasciatemi divertire” e “Chi sono?” nascono nel corso della prima parte di carriera, con le ultime ispirate dal mondo di Palazzeschi; “Campione”, “Cecco”, “A tutto il personale” e “Collettivo ‘77” sono stati elaborati tra il 2001 e il 2004, con riferimenti letterari, tra gli altri, a Cecco Angiolieri e Gian Pietro Lucini; mentre, “Racconto di primavera (I mov.)”, “Il libro di Daniele (III mov.)” e “Festa grande” hanno natali più recenti.
L’ascolto e la visione dell’evento non permettono solo di ammirare la musica di un’entità fuori dagli schemi, ma pure di comprenderne i vari collegamenti artistici.
C’è tanta arte, tanta cultura e tanto coraggio nell’opera di Arpia, dai cui brani emergono letteratura, storia, teatro, poesia, cinema… che Leonardo Bonetti non manca di argomentare.

Formazione:
Leonardo Bonetti – voce, basso e chitarra acustica
Fabio Brait – chitarra elettrica e acustica
Aldo Orazi – batteria
Tracce:
- Arpia
- Esaltazione
- Lasciatemi divertire
- Campione
- Libera
- Umbria
- Cecco
- Alla musa
- Scapigliatura
- I caduti
- Bambina regina
- Liberazione
- Carne assalto
- Monsieur Verdoux
- Un lupo
- Canto antico
- Racconto di primavera (primo movimento)
- Il libro di Daniele (terzo movimento)
- A tutto il personale
- Chi sono?
- La ragazza Carla
- Collettivo ‘77
- Il lago
- Festa grande