Dalla Scozia, più precisamente da Glasgow, arriva questa nuova e arcana entità: Cwfen.

Il nome sembrerebbe di difficile dizione, ma in realtà si pronuncia e significa Coven in Gallese, facendo quindi presagire scenari occulti.

Sorrows” è l’esordio discografico e al suo interno confluiscono elementi doom, dark, gothic, ambient e anche death rock, evidenziando influenze derivanti da Black Sabbath, Siouxsie And The Banshees, Type O Negative, Christian Death,…

L’elemento centrale della band è la vocalist Agnes Alder che, con la sua estensione e la sua versatilità vocale, determina gli umori dell’opera, essendo capace con estrema disinvoltura di passare da toni darkwave ad altri più eterei, senza contare i momenti in cui ricorre allo screaming; tutto perfetto quindi per celebrare l’inquietudine di sound e testi.

Occorre, però, non sottovalutare il lavoro chitarristico basato su riff potenti e ficcanti e la sezione ritmica, determinante nel predisporre il terreno per il clima tenebroso che pervade l’album.

“Fragment I” è il primo di un trittico di brevi strumentali, gli altri sono“Fragment II” e “Fragment III”, inseriti nel corso della tracklist, che vanno a sancire l’indole arcana dell’opera.

Ma è con “Bodies” che si comincia fare su serio con un riff pesante e ossessivo, su cui un cantato corale e salmodiante si alterna a sprazzi melodici, per un insieme che genera un senso di agoscia accentuato dallo screaming nel finale.

Un giro di chitarra reiterato e centrato costitisce il perno su cui fa leva “Wolfsbane”, mentre Agnes sparge oscurità a piene mani, in vista del crescendo esplosivo finale.

“Reliks” sembrerebbe palesare l’ambizione di ballad, con le sue atmosfere lascive ed enfatiche, ma la verve non riesce a rimanere compressa troppo a lungo e gradualmente il brano acquisisce una potenza debordante, così come la voce che passa dall’essere ammaliante a urlare il suo dolore.

L’atmosfera suadente di “Whispers”, dove le liriche esprimono sensualità maligna, soddisfa i pseudo intenti del pezzo precedente, tanto più quando sfocia in un sinfonismo corale e decadente, reso ancor più diabolico in chiusura.

La cadenza tribale di “Penance” dà il via ad un doom sinfonico, profondo e incalzante, su cui si staglia la voce posseduta che va creare contrasto con cori maestosi.

Con i suoi circa sette minuti, “Embers” esprime piena goticità, prima più d’atmosfera, nella seconda parte più metallica,

“Rite” tiene fede al titolo, rappresentando il rituale finale ancora con il contrasto tra la voce luciferina e i cori suadenti.

Davvero un ottimo esordio per i Cwfen, con un album oscuro e pieno di pathos, che sta suscitando grandi consensi, oltre alla curiosità di vederli dal vivo, dove si preannunciano molto interessanti.

Band:

Agnes Alder – voce

Guy deNuit – chitarre

Ros Ranquin – batteria

Mary Thomas Baker – basso

Tracklist:

  1. Fragment I
  2. Bodies
  3. Wolfsbane
  4. Reliks
  5. Whispers
  6. Fragment II
  7. Penance
  8. Fragment III
  9. Embers
  10. Rite