Tornano i Them Dirty Roses dall’Alabama con il secondo volume di “Lost In The Valley Of Hate & Love” (leggi qui la nostra recensione del primo volume), album che consacra il quartetto dei fratelli Ford come una delle realtà più fulgide in materia di southern rock nell’anno del signore 2025.

Non ci eravamo sbagliati noi di Back In Rock, un paio d’anni fa, quando i Them Dirty Roses pubblicarono il primo volume, puntualmente recensito su queste pagine, e ora che il successore di quel primo ottimo full length arriva negli store di tutto il mondo possiamo sicuramente scommettere che ci avevamo visto giusto.

“Lost In The Valley Of Hate & Love Vol. II” è un disco ruffiano, tremendamente perfetto nel suo ricoprire di colori pastello la polvere southern di cui è permeato, un disco che porta all’attenzione degli appassionati il cantante James Ford, autentico protagonista delle nove nuove canzoni, perfetto nel suo tono asciutto e strascicato di chi sa come accendere la fiamma nel southern rock fan di vecchia e nuova data.

Si parte da qui per questo viaggio nell’Alabama rurale e siderurgica dei Them Dirty Roses e già dall’opener “Candle In The Dark” si intuisce l’enorme potenzialità dei nuovi brani, sempre in bilico tra tradizione e moderno rock del sud, una continua altalena tra Lynyrd Skynyrd, The Allman Brothers e le nuovissime generazioni di gruppi del sud che, passando dagli Whiskey Myers (i veri trascinatori del southern odierno) arrivano ai The Georgia Thunderbolts, grazie ad una serie di dettagli e arrangiamenti più in linea con il classic rock e che a livello mainstream fanno scintille a stelle e strisce.

I Quattro cavalieri dell’Alabama aggiungono un tocco rock’n’roll o country che ne determina l’immediato appeal ed illumina il cielo notturno di stelle musicali come “Birmingham Steel”, l’alternative country della meravigliosa “All Good In The Neighborhood”, il rock cadenzato e radiofonico di “Break My Hart” e l’irresistibile rock’n’roll della sfacciata “Hits & Pills”.

“Lost In The Valley Of Hate & Love Vol.II” darà sicuramente al gruppo la possibilità di farsi conoscere anche fuori dai circuiti del rock americano, quindi aspettiamo i Them Dirty Roses immortalati sulle pagine delle ‘zine di riferimento e non solo… Southern rock on!