Ascoltando questo debutto dei veronesi StArt, non si può che rimanere rapiti: sembra di fare un balzo in quegli anni ’80, quando il rock era una cosa per musicisti veri e non per algoritmi e post sui social.

La caratura tecnica è alta, la registrazione di livello internazionale e, cosa fondamentale, le canzoni sono belle, funzionano, non hanno nulla da invidiare a band ben più famose e chiacchierate che propongono questo genere. Anzi qui c’è una freschezza che altrove scarseggia, nascosta tra produzioni troppo pompate.

Qualità di scrittura e coerenza stilistica, ecco gli elementi che rendo questo debutto un album che tutti gli amanti dell’hard rock melodico anni ’80 non possono trascurare, con l’interessante dualismo di testi in inglese e italiano, che giocano a rimbalzo, anche all’interno della stessa canzone.

Il progetto StArt prende vita circa diciotto mesi fa grazie al tastierista Riccardo Fazion e al cantante Andrea Vettore. In un crescendo di lavoro ed entusiasmo, strada facendo sono saliti sul carrozzone personaggi importati, attratti da cotanta qualità. Ecco così il chitarrista Jonathan Gasparini (Mamamicarburo, Marco Ligabue, Michele Luppi Band) ed un lotto di musicisti di altissimo livello, con la chicca di Michele Luppi che si è offerto di suonare il basso nel brano che offre il nome alla band.

Il risultato è racchiuso in quattordici brani, che ci danno la misura del valore di questo progetto. Infatti ascoltando “Silence For You”, “Life”, “Break Me Down”, il singolo “Kids Of The Dragon”, con il ritornello più bello degli ultimi mesi, “Wonder” e “Time Hunters II”, puro Europe-sound, sembra davvero di fare un viaggio nel tempo, quando Europe, Toto, Def Leppard; Bad English, Bon Jovi e Mr. Mister, dettavano legge in tutte le classifiche del mondo.

Molto attrattiva anche la confezione del cd, con una qualità grafica importante, con riferimenti alla fantascienza e ai fumetti giapponesi.

La band ha assestato la formazione e in concerto offre uno spettacolo professionale, non disdegnando qualche indovinata cover a tema.

Per concludere, con “Frequencies From Nowhere” gli StArt firmano un esordio che suona adulto e che non offre crepe, ma solo certezze. Se siete appassionati di queste sonorità non indugiate, fate vostro questo album. Sarà bellissimo tornare agli anni d’oro del rock!!

Riccardo Fazion e Andrea Vettore

Musicisti su “Frequencies From Nowhere”:

Andrea Vettore: voce

Riccardo Fazione: tastiere, pianoforte, programmazione

Jonathan Gasparini: chitarre

Giorgio Velotti: chitarre, basso

Michele Tellaroli, Anna Guglielmini, Gianluca Peretti, Michele Luppi, Marco Lonardi: basso

Pietro Micheletti: batteria

Giovanni Zardini: chitarra acustica e classica

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/glistart