VICINI, MA LONTANI
Della serie: il tempo può confermare il voto o ribaltare la situazione, ecco il debutto della nuova rubrica “Vicini, ma lontani” con “Gigaton” dei Pearl Jam del 2020.
Ci siamo occupati dell’ultimo disco dei Pearl Jam “Dark Matter”, in maggio, poco dopo la pubblicazione, disco che, per gli standard del mercato di oggi, è diventato decrepito. E che dire quindi di “Gigaton”, il penultimo pubblicato nel marzo 2020, proprio mentre il mondo si fermava per la pandemia Covid-19?
Inauguriamo in questo modo la rubrica “Vicini, ma lontani” che speriamo possa incuriosirvi, perché il nostro scopo è quello andare a riascoltare dischi importanti, di successo, da culto o poco noti, ma in qualche modo chiacchierati, usciti qualche anno fa e di verificare che effetto ci fanno. Manteniamo la stessa opinione? Li rivalutiamo? Ci accorgiamo che siamo stati troppo generosi al tempo. Lo scopriremo insieme strada facendo.
Che dire oggi di “Gigaton” undicesimo disco dei veterani Pearl Jam? Al tempo personalmente lo avevo trascurato e dopo qualche ascolto bocciato. Oggi mi sento di dire che i primi sei pezzi meritano il riscatto ed aggiungo anche “Retrograde” posta verso la fine della scaletta, che comprende dodici pezzi. Sono diventato più buono nel frattempo? No, semplicemente riascoltando il disco ho sentito che ci sono i Pearl Jam di questi ultimi anni, buoni compositori, capaci di unire mestiere ed un pizzico di ispirazione vera, strumentalmente ineccepibili, con la voce di Eddie Vedder che si è fatta matura, meno estesa, ma più calda e con una produzione di Josh Evens che non sembra influire sul risultato finale. L’apertura di “Who Ever Said” è veramente convincente, riff, sequenza, cantato, funziona tutto, Poi “Superblood Wolfmoon” e “Dance Of The Clairvoyants” hanno quella scintilla che a band storiche spesso manca. “Quick Escape” e “Alright” entrambe firmate da Jeff Ament, confermano l’importanza del chitarrista nell’egemonia della band. “Seven O’Clock” è una sorat di sigillo ad un primo lato che si ascolta veramente con piacere. Poi il puzzle si frammenta e spunat qualche buon passaggio, ma che non si finalizza in gol, a parte la citata “Retrograde”, non a caso proposta come singolo.
La critica lo aveva accolto bene e le vendite sono state buone, più o meno 170,000 tra vinili e compact disc. Cifre ridicole se confrontate anche solo con i primi anni duemila, e tuttavia oggi irraggiungibili, tanto che “DarK Matter” ad oggi ha superato a stento le centomila copie. Che tristezza!!
Voto di oggi: 7+
Voto uscita (2020): 6-
