Le vie del rock sono infinite e tra queste c’e quella che crea un legame tra il doom e il glam, due generi normalmente piuttosto distanti tra loro.

Intanto hanno in comune il Regno Unito, dove i semi dei due generi sono germogliati tra la fine dei ‘60 e l’inizio dei ‘70.

Poi succede che Siân Greenaway, splendida fanciulla proveniente da Birmingham, patria di Black Sabbath e Judas Priest, e nota per essere la lead singer dei doomsters Alunah (prossimamente su Back in Rock), sostituisca i panni della sacerdotessa con quelli attillati, provocanti e colorati da frontwoman dei Bobbie Dazzle, fautori di un fantastico glam rock radicato nei seventies, memore della lezione impartita soprattutto dai T-Rex e dai meravigliosi Sweet, ma non solo.

Infine, a suggellare questo strano incrocio, arriva Lee Dorrian, leader dei Cathedral, che li scrittura per la sua etichetta Rise Above Records.

Difficile immaginare il passaggio dall’oscurità della band di provenienza ai lustrini del progetto attuale, ma il risultato è un album, “Fandabidozi”, che dire ispirato è poco… una raccolta di canzoni coinvolgenti, fresche e vivaci che sanno arrivare e lasciare il segno, dimostrando di conoscere a menadito il glam inglese e anche altro…

Facile concentrare l’attenzione su Siân, protagonista, oltre che per la voce e la presenza scenica, anche con flauto, percussioni e synth, senza contare il fatto che i brani sono tutti suoi, ma la band che l’accompagna è di valore e ben calata nella parte.

Perfetta l’apertura con “Lightning fantasy” che subito colpisce con un hard rock ornato di suoni lascivì e un coro dirompente e dissacrante, mantre “Merry-go-round” preferisce trasportare e circuire, piuttosto che arrembare, partendo alla T-Rex e sviluppandosi con linee melodiche care alla psichedelia (Marc Bolan è partito da lì).

I decibel aumentano con “Revolution !!!”, brano caratterizzato da una prestazione vocale sontuosa, accompagnata da un coro anthemico e irresistibile, un inno alla rivoluzione e colonna sonora ideale di “doverose” proteste contro le tante ingiustizie sociali, civili e morali.

“Magic of music” ricorda il mondo bowiano di Ziggy Stardust e presenta una linea vocale che flirta ancora con la psichedelia e pure col folk inglese.

Il primo singolo, “Back to the city”, uscito anche su 7”, parte con un giro di chitarra alla Mott The Hoople e decolla con un’esplosione corale che sprizza colore ed energia ovunque, evocando anche la scatenata Suzy Quatro.

Accoppiata ultravitaminica quella di “It’s electric” e “Antique time machine”, la prima veloce e bombastica con un bellissimo assolo, mentre la seconda ricorda gli Sweet nel sound e gli Abba nelle vocalità.

Fantastico il trittico conclusivo che parte con “Lady on fire” apparentemente uscita da una jam di T-Rex e Kiss, prosegue con le linee vocali avvolgenti e vellutate di “April showers” e termina con il mid-tempo condito da un coro memorabile di “Flowers on mars”, senza contare che tutti e tre i brani presentano nei loro finali dialoghi tra flauto e tastiere oppure fughe di organo, come a volerci dimostrare che il loro amore per il rock della loro terra sia illimitato.

Fandabidozi” è un album esplosivo e divertente con il quale Siân ha voluto reagire al grave lutto che l’ha colpita con la perdita della sorella; peraltro, è notizia recentissima che la vocalist abbia lasciato gli Alunah per dedicarsi a questo progetto.

Band:

Siân Greenaway – voce, flauto, percussioni e synth

Eddy Geach – battetia e cori

Leon Smith – basso e cori

Tadhg Bean-Bradley – chitarre e cori

Chris Dando – cori e tastiere

Aaron Bolli-Thompson – Hammond, Rhodes e Moog

Ad Barker – voce e testi su 7, chitarre e cori

Benjamin Fitz-Harris – chitarra acustica

Victoria Lane – cori

Brani:

  1. Lightning fantasy
  2. Merry-go-round
  3. Revolution !!!
  4. Magic of music
  5. Back to the city
  6. It’s electric
  7. Antique time machine
  8. Lady on fire
  9. April showers
  10. Flowers on mars