Il concerto dei Vanexa che si è svolto il 19 ottobre 2024 presso il Teatro Nuovo di Valleggia (SV), con i Mastercastle nelle vesti di opener, non è stato solo un normale evento live, bensì una tappa importante della storia musicale italiana.

Il motivo è presto detto, il primo album omonimo della band savonese, registrato nel 1982 e uscito all’inizio del 1983, fu ufficialmente il primo lp di heavy metal prodotto nel nostro paese.
In realtà i Vanexa videro la luce a cavallo tra il 1978 e il 1979, quando Silvano Bottari (batteria) e Roberto Merlone (chitarra), reduci dal servizio militare, decisero, insieme al bassista Sergio Pagnacco, di formare un gruppo cui si unì Fabrizio Cruciani alla voce.
Inizialmente i brani erano cantati in Italiano e vedranno la luce, dal punto di vista discografico, nel 2010 grazie alla Jolly Roger Records.
L’avvento di Marco “Spino” Spinelli dietro al microfono permise al gruppo di adottare l’Inglese per i testi e di aumentarne le ambizioni che si concretizzarono dapprima con l’uscita dell’album omonimo, subito dopo con il concerto di Certaldo del 21 maggio 1983 (tra gli altri) e con la partecipazione alla nota compilation nostrana “Metallo Italia” (1985) e, infine, con il secondo lavoro “Back from the ruins” (1988); muovendosi sempre sulle coordinate di un sound che ha nella nwobhm la fonte di energia e di ispirazione.
Arrivarono gli anni ‘90 con i loro sconvolgimenti nell’ambito del rock duro e i Vanexa si presentarono con un nuovo cantante, Roberto Tiranti (spero non ci sia bisogno di presentazioni), con il quale arrivarono alla pubblicazione del terzo disco “Against the sun” (1994), ma, nonostante gli ottimi riscontri, nel 1995 la band decise di interrompere l’attività.
Nel 2008 i Vanexa si riformano su input degli storici Bottari e Pagnacco e, dopo alcuni avvicendamenti e la pubblicazione di una raccolta dei brani del ‘79/‘80, nonché quella di un live, la formazione si stabilizza in quella attuale che, oltre ai due fondatori, vede Pier Gonella e Artan Selishta alle chitarre e il carismatico Andrea “Ranfa” Ranfagni alla voce.
Due gli album pubblicati, “Too heavy to fly” (2016) e “The last in black” (2021), che ne confermano la qualità, con suoni moderni, rispettosi del passato, ma proiettati verso il futuro.
Questa data vuole essere una celebrazione della storia ultraquarantennale del gruppo, nonché un tributo al ricordo di Roberto Merlone, chitarrista e membro fondatore, prematuramente mancato nel 2019.
L’onore di aprire la serata, davanti ad un teatro sold out, spetta ai Mastercastle, formazione ligure fondata nel 2008 dal guitar hero Pier Gonella, insieme alla splendida vocalist Giorgia Gueglio e al bassista Steve Vawamas, cui si è aggiunto in seguito il batterista Alessio Spallarossa.
Il loro metal a tinte neoclassiche è idoneo a scaldare l’ambiente con una sezione ritmica solida e perfetta nel sorreggere le scorribande chitarristiche di Pier e le impeccabili linee vocali di Giorgia.
Nei circa cinquanta minuti a loro disposizione i Mastercastle hanno toccato quasi tutti i loro sette album, attraverso brani efficaci e coinvolgenti, come la prestazione della band, regalando al pubblico l’apice di “Platinum” che, così come in studio, ha visto la presenza di Tiranti come voce maschile accanto alla frontwoman.
Una pausa brevissima ed ecco che la palla tocca ai Vanexa, pronti a riservarci gradite sorprese.
La prima, vede lo schermo retrostante palesare tributi vocali di grande prestigio internazionale, dedicati a loro da membri di Saxon, Raven, Quartz, Tygers Of Pan Tang,…
La seconda riguarda la sequenza dei brani presentati, infatti si decide di seguire il percorso storico con l’alternanza dei quattro cantanti che hanno fatto parte della band.
Pronti via ed ecco che le cascate di riff di “Brucia la città” introducono la voce grintosa di Cruciani che si presenta in versione Dart Fener ed esprime la sua presenza scenica con dei guanti laser che offrono giochi di luce intonati allo spettacolo. Seguono la maliziosa “Jane” e l’altro cavallo di battaglia, “Hiroshima”.
Cambio della guardia ed ecco che un’ovazione accoglie l’ingresso di Marco “Spino” Spinelli, molto amato e gradito anche per il fatto che non vive in zona, bensì in Romagna.
Lo spirito della serata esige di andare sul sicuro, per cui vengono scelti tre must: le maligne “Hanged man” e “Midnight wolf”, cui si aggiunge l’arrembante “Metal city rockers”, quest’ultima sempre presente nelle scalette dei concerti.
Quindi è la volta di Roberto Tiranti che si cala con maestria nella parte, offrendo le sue performance nel mid-tempo di “In the shadow of the cross”, nella ballata “Night rain on the ruins” e in “Against the sun”, interpretate con il pathos che gli appartiene.
Ultimo, ma non meno importate, è Andrea “Ranfa” che ci conduce all’era odierna e dimostra come la band abbia sempre saputo adattarsi ai tempi, scegliendo grandi talenti dietro il microfono; ecco quindi che il toscanaccio interpreta con grinta e classe “Too heavy to fly”, “Paradox” e “The last in black”.
Fino a qui ho posto l’attenzione sull’alternarsi dei frontmen, ma mi preme sottolineare anche l’estrema qualità del contributo offerto dai due “vecchietti” Silvano e Sergio che garantiscono le pulsazioni vitali su cui Artan e Pier sparano i lori riff e sciorinano assoli pregni di gusto e talento.

Ogni evento richiede un gran finale e i nostri lo garantiscono con il loro brano più anthemico, “Rainbow in the night”, che vede tutti e quattro i vocalist sul palco a coinvolgere il pubblico che offre il suo contributo per una conclusione emozionante… un vero arcobaleno nella notte.
Ricordo che il concerto è stato registrato ed è prevista la pubblicazione in formato video.
Mi auguro che questo non sia il canto del cigno di una band importante e di cui il mondo del metal italiano ha tremendamente bisogno.
Scaletta Mastercastle:
The castle, Away, Chains, Let me out, Who cares for the moon, Platinum (feat. Roberto Tiranti), Dangerous diamonds, Titanium wings, Venice, Princess of love
Scaletta Vanexa:
Brucia la città, Jane, Hiroshima, Hanged man, Midnight wolf, Metal city rockers, In the shadow of the cross, Night rain on the ruins, Against the sun, Too heavy to fly, Paradox, The last in black, Rainbow in the night