Veramente un bel personaggio la partenopea Ira Green, cantante e polistrumentista che sprigiona un’energia contagiosa sia nei testi, provocanti, ironici, carichi di sarcasmo e che evitano giri di parole e compromessi, che nella musica, un rock potente e crossover, che porta in dote metal, funky e un’attitudine ribelle che seduce sin dal primo ascolto.

Dotata di una voce grintosissima e capace di elaborare ottimamente le idee in fase di scrittura, Ira Green arriva con questo “Tutti i colori dell’ira” al suo terzo album, dopo un lungo percorso iniziato ben prima della vetrina televisiva di “The Voice Of Italy 2015”, dove vince, leggo la biografia, il “Rock Winner”, anche se ammetto di non conoscere bene le dinamiche del programma.

Tutto il carisma e la personalità di Ira Green in una foto!!

Ma non fermatevi solo a questo, Ira Green è una rocker totale, lo dimostra con l’immagine, la personalità e soprattutto con la musica. L’album in quindici brani, totalmente scritti da lei, affronta più generi e sempre con la giusta attitudine, evidenziandone la maturità. Ci sono anche diversi pezzi in inglese, ed anche in questo caso non si notano sbavature, ma personalmente preferisco la Ira Green che affronta la lingua italiana, considerando che la domina con abilità, trovando sempre gli incastri giusti.

I pezzi che mi hanno catturato di più sono la terremotante “Malia”, il funky metal potentissimo di “I miei tempi”, che evoca i migliori Ritmo Tribale, mentre di “Burattino” apprezzo particolarmente il testo, interessante anche la ballata “Goodbye I’m Leaving” dove la voce assume sfumature soul, punteggiata da un bellissimo assolo di chitarra.  Il brano da ascoltare a priori? “Vecchia Scuola”, sorta di metal imbastardito da una ritmica alla Faith No More, dove Ira duetta con Roberto Cilia, per un risultato finale che è una bomba.   

Ma non perdetevi un solo passaggio di “Tutti i colori dell’ira”, è un album sincero e ribelle, come sempre dovrebbe essere il rock.

Il rammarico? Ira Green è una vera musicista, possibile che nessuno ai piani alti abbia deciso di puntare sul suo talento?