Il country blues, considerato uno dei sottogeneri del blues, se suonato come in “One Morning Soon”si trasforma in colonna sonora di giornate calde e umidiccie passate a guardare la natura immobile del Bayou, giù in Florida.
L’ultimo album del bluesman Robert “Top” Thomas è un affresco colorato con i pastelli del delta.
Così come da tradizione il chitarrista statunitense si approccia al genere con la sua chitarra acustica, compagna fedele da una vita.
In passato nei famosi Smokehouse, Thomas arriva al terzo album solista dopo aver dato alle stampe “The Town Crier” nel 2012 e “A Thin Dime “ un paio di anni fa.
Accompagnato per la palude da Dan Walters al piano e al basso, Gavin Jorgenson al clarinetto e al sax, Stephen Kampa all’armonica, Billy Dean alla batteria e Sadie Dean al Gator Bite, il nostro eroe elargisce lezioni di blues in tredici capitoli, tra cover e brani originali.
Tra ritmi vivaci, armoniche che cantano e piccole gemme country blues, l’album si fa ascoltare che è un piacere, specialmente se siete amanti del genere, quello più radicato tra gli alberi semi sommersi della palude.
Blues fangosi come “Haints In My House”, “Shake Shake Mama” o “Texas Blues” (queste ultime due cover di Mance Lipscomb presenti nella track list) non solo fanno parte della tradizione blues, ma in mano a Thomas diventano; inni, tributi e tradizione, da avere.
