Mario “Mechanic” Fancello e Andrea Ledda dal 2017 hanno attraversato mari e macinato chilometri, pur di portare il loro rock sui palchi di tutta Italia, accompagnati da vari musicisti che si sono dato il cambio nei vari tour e in studio, dove il duo ha registrato una manciata di singoli prima di arrivare finalmente al debutto sulla lunga distanza. La loro band, al secolo After Midnight 00.01 (titolo che richiama l’inizio di un nuovo giorno, rinascita e rinnovamento o più semplicemente le tante notti a rompere il silenzio con la propria musica) licenzia dunque il primo album omonimo, raccolta formata da dieci brani che sono di fatto una dichiarazione di intenti: suonare rock duro, senza compromessi amalgamando ispirazioni anni Settanta di matrice hard blues a quelle più grunge dell’ultimo decennio dello scorso millennio. Ne esce un album ruvido, perfetto da suonare live, contesto dove il gruppo sardo dà il meglio di sé, grazie a brani che non fanno prigionieri in quanto a forza ed elettricità. Ad accompagnare i due leader che si dividono voce e chitarra troviamo la sezione ritmica composta da Francesco Masuri alla batteria e Antonio Senette al basso. Registrato presso il Whistle Recording Studio di Simone Orrù ad Assemini, l’album sorprende per la carica live che sprigionano brani come l’opener “Scent”, il singolo “You”, forte di un riff di scuola Seattle (qualcuno si ricorda i My Sister’s Machine?), il blues intriso di rock melodico della splendida “Dirty Blues” o il crescendo della conclusiva “White”, dalle chitarre che si ispirano al Jerry Cantrell più metallico. Tutta da scoprire questa band che nuova non è, ma che si affaccia sul mercato con un primo lavoro mettendo sul piatto tutta l’esperienza accumulata in anni di concerti, come si usava fare una volta. Bravi.