Si vola virtualmente in Australia per fare la conoscenza di questi southern rocker al secondo album.
Bill Barber & The Holding Cell, nati per volere di Bill Barber, chitarrista e cantante che, dopo aver chiuso l’esperienza The Revelators ha fondato insieme a Sean Klinger (chitarra), Tommy Brown (batteria) e Jesper Austin Grey (basso) la band che torna sul mercato con “Southern Redemption”.
Grazie alla voce maschia e potente del leader e a riff di stampo hard rock, l’album risulta un macigno southern che non perde la bussola anche quando sconfina nella sponda metal del genere, e comunque mette in evidenza un’anima incline dal rock duro.
Il blues fa la voce grossa, soprattutto quando i ritmi rallentano per regalare ballad ispirate al blues rock come nella notevole drammaticità di una “Just Like They Say” che si rivela uno dei brani più riusciti dell’album, insieme alle trame acustiche di “Weary Heart”, le aperture melodiche della splendida “Spot Fires” e ancora la lenta litania country/blues di “Bad Dreams”.
Siamo nell’underground duro e puro per quanto riguarda il genere; i Bill Barber & The Holding Cell si muovono in sufficiente scioltezza tra Allman Brothers, Marcus King e The Steel Woods licenziando un album che, al netto di qualche brano al di sotto del livello generale del disco, ha dei momenti che, se sviluppati in futuro, potrebbero regalarci delle soddisfazioni. Promosso.
