Mezzo secolo di blues: si potrebbe riassumere così la carriera dell’armonicista Billy Branch, nato nel lontano 1951 e una vita dedicata al blues di Chicago.

Nel corso della sua vita artistica ha collaborato con una marea di musicisti e i suoi album licenziati dalle label più importanti della scena blues statunitense.

Oggi è la neonata Rosa’s Lounge Records, label legata al leggendario locale di Chicago aperto da Tony Margiullo nel 1984, ad avere come primo passo nella scena l’onore di pubblicare il nuovo album di Billy Branch che, con i The Sons Of Blues, ha dato vita ad un altro capitolo della sua discografia e della storia del Chicago blues.

A coadiuvare Branch nell’opera troviamo Glies Corey (chitarra), Sumito Aryoshi (tastiere), Ari Seder (basso), Dionte Skinner (batteria) e Larry Batiste agli arrangiamenti e alla produzione dell’album, oltre ad ospiti importanti come la grande vocalist Shemekia Copeland, Bobby Rush e Ronnie Baker Brooks, che completano la squadra che ha lavorato su questo nuovo gioiellino blues.

Tradizione e talento, parrebbe tutto semplice eppure così non è: “Blues Is My Biography” è un lavoro che nello spazio di undici brani racconta la storia musicale di un grande artista, aiutato dalla sua armonica e da un talento compositivo straordinario.

Le tematiche non mancano di criticare la società americana e “Beggin’ For Change” ci riesce alla grande, grazie ad una Shemekia Copeland immensa, sempre pronta a puntare il dito sull’America costruita su diseguaglianze e violenza, mentre l’armonica del nostro ci regala momenti di grande blues in “The Harmonica Man” e “Toxic Love”, ma anche la title track va ascoltata con priorità.

“Blues Is My Biography” è l’ennesimo ottimo album che il padre di tutti i generi ci ha regalato in questo drammatico e tragico anno, approfittatene.