Ne sentiremo parlare ancora per molto tempo di questa band belga all’esordio sulla lunga distanza, dopo un paio di ep e singoli licenziati in quattro anni. Il gruppo potrebbe arrivare da qualunque stato e cittadina degli Stati Uniti, grazie al suo rock che profuma di America di confine, di country e di southern, di roots e di blues e, invece, il sestetto composto da Kim Van Weyenbergh (voce e chitarra), Annemie Moons (voce, percussioni), Joost Bootiens (Basso), Bart Steeno (batteria), Wouter Grauwels (chitarra), Dimitri Laes (organo, piano, cori) arriva dalle Fiandre e ci sorprende con un album che porta con sé l’anima e il fuoco della frontiera, tra brani di alternative folk/country che rasentano il capolavoro (“Oh, Loretta”), southern rock direttamente da una delle due Carolina e quell’anima blues a stelle e strisce che non lascia scampo ed emoziona. Un album che appunto commuove, smuove anime e riempie di lacrime occhi abituati a guardare il sole accecante della polverosa frontiera, dove i pericoli fanno a gomitate con la bellezza della natura che ci circonda. Kim Van Vayenbergh è il compositore e cantastorie, una voce nata forse nel continente sbagliato, ma con la determinazione di prendersi quello dovuto grazie a brani come “Going Back”, “Lone Wolf” o “New York City Nights”, un gioiello di brano country/folk/americana da applausi. Mi fermo qui, lasciando a chi leggerà le mie due righe su questo clamoroso debutto, la voglia e la curiosità di cercare ed ascoltare questo bellissimo lavoro. Come detto, ne sentiremo parlare dei Lucky Came To Town, fidatevi.
