In questo autunno caldissimo per i suoni provenienti d’oltreoceano, il secondo album dei Blood Brothers era uno dei titoli più attesi. Mike Zito e Albert Castilla si sono dunque ritrovati dopo il bellissimo esordio omonimo targato 2023 e, accompagnati da Lewis Stephens alle tastiere, Scot Sutherland al basso e i due batteristi Matthew R. Johnson e Ray Hangen, danno vita ad un lavoro ispirato e registrato live in studio, così da catturare l’energia che i due storici chitarristi e la loro band  sanno sprigionare su di un palco.

“Help Yourself” consta di dieci brani di cui una sola cover, “Low Down” di JJ.Cale, il resto della track list è ben divisa tra i brani scritti da Zito e da Castilla, più un terzetto di canzoni create a quattro mani. L’album, oltre a mettere in evidenza una grande  voglia di suonare il blues da parte dei due protagonisti, mette in risalto il ritorno in piena forma di Zito dopo la perdita della moglie e una nuova relazione raccontata nel brano “Alive”, che precede lo strumentale “Soulard Serenade”, jazz/blues d’antologia e uno dei brani più belli dell’album. Il resto è una cartolina spedita dall’olimpo del blues, con la title track che apre le ostilità con un fiammeggiante rock blues di origine controllata. Notevole il funky blues della successiva Can’t Be A Prophet e da applausi “The Best I Can”, blues tradizionale, lento ed essenziale da brividi. Mike Zito e Albert Castilla hanno ancora una volta unito le forze per regalarci grande musica blues rock, approfittatene.