Partiamo dall’anno del signore 1974:
il cantante Paul Rodgers e il bassista Simon Kirke, finita l’avventura dei leggendari Free, si separano dal genio chitarristico del compianto Paul Kossoff e dal basso di Andy Fraser per iniziare una nuova esperienza con il chitarrista Mick Ralphs (ex Mott The Hopple) e il bassista Boz Burrell (ex King Crimson).
Inizia di fatto un nuovo percorso musicale che porterà il quartetto sul tetto del rock mondiale, grazie ad una serie di capolavori che, tra la seconda metà degli anni settanta e la prima del decennio successivo, andranno a competere alla pari nel girone delle top band del genere.
Oggi finalmente esce il meritato tributo ad una band importantissima nella storia della nostra musica preferita, tanto da essere inserita nella Rock And Roll Hall Of Fame proprio nell’anno in corso.
Boz Burrell e Mick Ralphs non ci sono più, ma i restanti Bad Company danno alle stampe questo album tributo dove danno una mano in alcuni brani, lasciando ad una manciata di stelle il compito di valorizzare questa raccolta di storici brani.
Rodgers sulla bellissima “Shooting Star” supporta gli Halestorm, mentre “Rock Steady” viene lasciata in mano al talento dei giovani rockers Dirty Honey.
Slash con i The Conspirators, dei quali come saprete fa parte anche Myles Kennedy, danno un’ottima interpretazione del classico “Feel Like Makin’ Love” e i southern rockers Blackberry Smoke si prendono onori ed oneri (con il supporto di Mr. Paul Rodgers in persona e Brann Dailor) con la splendida “Run With The Pack” title track dell’omonimo album licenziato nel 1976.
Gli heavy metallers The Struts vivacizzano a modo loro “Rock’N’Roll Fantasy” e il country rocker Charley Crockett ci mette tanto del suo in “Bad Company”.
Passano le non meno riuscite interpretazioni di Black Stone Cherry, Joe Elliot e Phil Collen e The Pretty Reckless, a cui viene affidata “All Right Now” fatta sua dalla tigre Taylor Momsen.
Un tributo dovuto ad una band che tanto ha regalato a quei rockers che ormai i capelli sulla testa li contano uno per uno, mantenendo però intatto lo spirito indomito, e operazione perfettamente riuscita per quei giovani appassionati (spero tanti) che il nome Bad Company l’hanno solo sentito nominare.
