Lo ammetto, molti gruppi metal degli anni ’80, che ho amato alla follia, strada facendo, diciamo in questo millennio, li ho persi di vista, trovandomi quasi casualmente, comunque sempre con curiosità ed interesse, ad ascoltare i loro dischi. Resto quindi spiazzato nello scoprire che i californiani Vicious Rumors hanno cambiato otto cantanti da quando Carl Albert è scomparso nel 1995. Quasi un cantante per ogni disco nuovo, insomma una specie di record, senza dimenticare avvicendamenti vari, circa una trentina di musicisti dal lontano 1979, anno di fondazione. In tutto questo tempo è stato sempre il chitarrista Geoff Thorpe a tenere in piedi la baracca, con una tenacia che è pari alla forza del suo orgoglioso suono US metal, movimento glorioso nato a metà anni ’80, quando Metal Church, Savatage, Virgin Steele, Metallica, Slayer e tanti altri, ognuno con il proprio stile, si apprestavano a conquistare il mondo.
Questo quattordicesimo album di studio (più vari quattro live ed un paio di antologie), non si discosta dall’heavy metal, screziato di speed e power, dei lavori migliori, ma ricalca strutture già sentite all’interno del repertorio stesso della band. Intendiamoci, lo ascolto volentieri, anche perché rispetto ad altre band della sua generazione, i Vicious Rumors, non si sono venduti alle sonorità iper-moderne, mantenendo una certa sporcizia nella produzione, una caratteristica per me fondamentale se suoni metal e vieni da lontano. Che dire ancora? Thorpe è il traino di tutto, la batteria di Larry Lowe mi piace e il nuovo cantante Brian “Chalice” Betterton, alla prima vera grande occasione, è convincente e quindi gli auguriamo una lunga permanenza, perché gli undici brani di “The Devil’s Autumn” funzionano, con una nota di merito personale per “Wrong Side Of Love” con un riff sentito mille volte, ma che piace sempre, poi “High Hell Hammer” e “In Blood We Trust”, mentre il singolo “Bloodbath” mi sembra sin troppo canonico, riscattato dalla tagliente “Crack in the Sky Half”. Niente per cantare vittoria, ma nemmeno per sventolare la bandiera bianca ed arrendersi. Possiamo dirlo: i Vicious Rumors non deludono nemmeno questa volta.
