Old new death metal

Provenienti da Victoria, Canada, gli Hedonist arrivano al loro debut album direttamente su un’etichetta rinomata come Southern Lord, gente che se ne intende e che è rimasta evidentemente catturata dalla violenza e intensità di un primo demo (“Sepulchral Lacerations”, 2021), con cui la band guidata dal bassista e vocalist AJ si presentò al mondo del metal.

Se il classico death ha un futuro anche nella nostra era lo deve a band come questa, che raccolgono la lezione dei grandi (qui abbiamo echi di Entombed e Dismember, influenze del resto apertamente dichiarate) ma la rendono attuale e varia, grazie a un approccio non integralista. Se infatti la linea principale di “Scapulimancy” si mantiene nel solco del più violento e tombale death, reso veramente terrificante dal growl profondissimo di AJ, non mancano variazioni di tempo e anche linee chitarristiche melodiche, certo senza abbandonare il mondo tenebroso che fa da sfondo all’intero disco. “Engines Of War”, con tutto l’universo che racchiude nei suoi riff, nella linea di chitarra solista e nei ritmi che entrano ed escono dal death metal per sfociare anche altrove, è un esempio lampante ed esplicativo del senso dell’intero disco, laddove, sempre per esempio, la galoppante “Execution Wheel” dà invece una misura della furia che questa band è in grado di raggiungere.Riff rocciosi, batteria che sa correre, rallentare e cadenzare l’andamento non scontato dei pezzi e, non è sbagliato ribadirlo, voce cavernosa che dà il senso a tutto il lavoro, abbandonandosi saltuariamente a grida lancinanti capaci di far saltare l’ascoltatore sulla sedia. A stupire di “Scapulimancy” è la spontaneità, l’urgenza che sembra trasparire da queste dieci tracce per trentotto minuti. Ci senti passione e convinzione nel death, ma nessun calcolo studiato a tavolino. C’è un piacere di suonare duro, crudo, diretto, quasi punk. Una bella sorpresa per gli amanti del genere ma non così esclusiva da non interessare ad ascoltatori di diversa provenienza.