Il ritorno di un certo di hard rock fangoso con influenze stoner e doom, che riconduce ai primi Black Sabbath, ma in chiave più grezza, è oramai un fatto assodato da qualche anno. Si tratta quindi di iniziare a scindere la qualità dalla mera imitazione. In questo senso il trio di Birmingham (vi dice niente?), anche in questo secondo album, è sinonimo di qualità, perché pur mantenendo aderenza ad un rock duro sotterraneo, che evita il facile ascolto, ha intuizioni vagamente progressive, con qualche passaggio cupo che rievoca certe intuizioni heavy doom della NWOBHM, e penso a Witchfynder General e Angel Witch. Ma attenzione si tratta di sfumature, perché il sound dei MWC è impantanato senza via di uscita nell’heavy doom, con la voce stizzita del chitarrista Scott Abbott, che urla e declama su riff catacombali e il batterista George Caswell, che spiana la strada con un drumming potente e diretto. E “Who Put Bella in the Wych Elm”, con i suoi sei minuti rallentati, è il brano simbolo, mentre “Dig Your Way Out” ha reminiscenze di grunge primordiale.
In generale in brani più diretti che giocano di sintesi, il bassista James Brown (!!), trova lo spazio per inserire parti di mellotron e sintetizzatori, che infondono all’insieme un senso di inquietudine, alzando il livello qualitativo in modo considerevole, e lo dimostrano “Crawl Home To Your Coffin”, “Whiet Wedding” e “Mars Rover”, con il riff assassino proto metal di “Witches Candle” che scavalca il tempo e ci riporta nei roboanti anni ’70, quando il rock dominava il mondo. E il tutto è ancora più interessate se pensiamo che questo album è del catalogo Heavy Psycho Sounds, una label italiana, di Roma per la precisione, dedita a suoni doom, stoner e psichedelici, che in due decenni di storia ha saputo ritagliarsi una posizione importante a livello internazionale, producendo album di nomi da culto come Witchcraft, Warlung e soprattutto Pentagram. Avvicinatevi con curiosità a “Strung Out In Hell”, i Margarita Wicth Cult non vi deluderanno.
