Uno dei più apprezzati cantautori della nuova generazione country/roots americana è senza dubbio Brent Cobb, cugino del noto produttore Dave Cobb, già apparso sulle nostre pagine un paio d’anni fa in occasione dell’uscita di “Southern Star”, sesto e ottimo lavoro che confermava il talento del nostro.

Arriva sulla scena il nuovo album e le sorprese non mancano di certo, grazie ad una svolta rock dalla ovvia impronta southern.

“Ain’t Rocked In A While” è infatti un disco in tutto e per tutto “elettrico”, dove il musicista e cantautore della Georgia si affida alla sua band live (The Fixin’s) ricavandone un grosso contributo in potenza southern ed atmosfere roots rock.

Sono dunque Len Clark (batteria), Matt McDaniel (chitarra) e Josh Williams (basso) i protagonisti del nuovo album, dove Cobb da sfoggio di una passione per il rock americano degli anni settanta e di quelle band che hanno fatto la storia del southern rock.

La chitarra pregna di umori hard rock, il basso che pulsa nelle vene potente groove, e Cobb che canta mai così aggressivo sono le principali caratteristiche della nuova e sicuramente inaspettata raccolta di brani che, dopo una “Beyond Measure” che funziona da intro, parte diretto e potente con la title track per poi continuare la sua corsa selvaggia verso la frontiera con “Bad Feelin'”, rock blues che tanto sa di anni settanta.

Tra Lynyrd Skynyrd, Little Feet e ZZ Top, Cobb da sfoggio della sua passione per il rock americano che flirta con l’hard rock, pregno di umori sudisti, duro come la vita nella frontiera, lasciando che la grinta prenda il posto di quelle malinconiche sfumature cantautorali che fino ad oggi erano la firma del musicista statunitense.

L’album prosegue su queste coordinate regalando ancora brani di ottimo appeal come “Do It All The Time”, “con il riff portante che sembra uscito dalla sei corde di Jimmy Page, e una “Power Man che strizza l’occhio agli ZZ Top in un mood di potente alternative rock.

Album consigliato agli amanti del southern, mentre i fan di vecchia data di Cobb potrebbero gradire meno anche se, una volta entrati nel mood dell’album, non ne faranno più a meno. Rock on!