Da quando Brian Tatler nel 2023 è entrato stabilmente nei Saxon, per sua stessa ammissione, i Diamond Head sono stati messi in pausa. E questa non è una buona notizia per i fan della band di “I’m Evil”. Va letto quindi quasi come un tributo alla fine di un’epoca questo live, che omaggia l’ultimo vero tour del gruppo, nel regno Unito nel 2022 di spalla proprio agli amici, un tempo rivali, Saxon.
La scaletta comprende molti, ma non tutti (dove sono “Lighting To The Nations” e “Borrowed Time”, proposte nel tour del 2018?), i classici del gruppo, più alcuni brani nuovi come “Belly Of The Beast” e “Bones”, assolutamente all’altezza del glorioso passato e che permettono al cantante danese Rasmus Bom Andersen, di esibire il proprio talento, senza doversi confrontare con l’ombra ingombrante del suo predecessore Sean Harris, primo ed amatissimo vocalist del gruppo (Non ci sono pezzi del periodo con Nick Turt, nda).
I dodici pezzi sono suonati con maggior velocità (“Helpless” e “Sweet And Innocence” sin troppo), come sempre succede in concerto e presentano una produzione solida, che alcune volte lascia per strada alcune finezze, come nel caso del capolavoro “In The Heat Of The Night”, che avrebbe meritato maggior accenti sulle sfumature dei cori. Ma tant’è, oggi anche i gruppi storici, famosi o da culto che siano, sono costretti a presentarsi sul palco con dei suoni molti più potenti e pieni del passato, soprattutto nel volume e nel lavoro della sezione ritmica (Una curiosità, al basso c’è il redivivo Paul Gaskin della band omonima, nome da culto della NWOBHM), e i Diamond Head non potevano certo esimersi da questa scelta. Questo non inficia la bellezza dei brani, a cui Rasmus conferisce la sua personalità, trovando sempre le giuste (niente affatto facili) tonalità, ma con maggior grinta, come si ascolta nell’indimenticabile “It’s Electric”, uno dei pezzi simbolo della NWOBHM e il primo successo del gruppo, così come “The Prince” che apre il disco con una cannonata di energia. Un plauso al recupero inatteso di “Dead Reckoning”, su cui Rasmus esibisce un’interpretazione notevole.
Vista che la pubblicazione in qualche modo si avvicina ad un passo d’addio, si poteva puntare su un doppio album con più brani e magari con una sorta di libretto biografico. Ma ci sarà tempo per le celebrazioni, in fondo la speranza che non sia un saluto definitivo, ma un arrivederci per noi innamorati della punta di diamante, resterà sempre viva.
Mi accorgo di non aver inserito cenni biografici del gruppo. Che dire? Se non sapete che i Diamond Head sono stati, ad inizio anni ’80, tra i protagonisti assoluti della NWOBHM, al pari di Iron Maiden; Saxon, Tygers Of Pan Tang, Samson, Angel Witch, Demon e Raven, che “I’m Evil” ha reso famosi i Metallica e che solo le circostanze poco fortunate gli impedirono il grande successo, forse siete sul sito sbagliato!

Scaletta:
The Prince
Bones
The Messenger
In The Heat Of The Night
Set My Soul On Fire
It’s Electric
Dead Reckoning
Death By Design
Sweet And Innocent
Helpless
Belly Of The Beast
Am I Evil?
Line Up:
Rasmus Bom Andersen, voce
Brian Tatler, chitarra ritmica e solista, cori
Andrew “Abbz” Abberley, chitarra ritmica
Paul Gaskin, basso
Karl Wilcow, batteria
Produzione di Rasmus Bom Andersen