Ci sono gruppi che sin dalla copertina ti vogliono dire cosa andrai ad ascoltare. I veronesi Ex sono tra questi, ogni loro disco, e questo è il settimo, (il terzo su Andromeda Relix, con la Heart Of Steel che si occupa della versione digitale), è una dichiarazione di intenti, una sorta di sfida verso un mondo che corro veloce verso tutto per poi non concretizzare mai una mossa in meglio.
Gli Ex con “Arresta il sistema”, “Criminale” e “Salto nel vuoto” ruotano intorno al concetto: cosa rimane se l’idea è sempre il profitto malato, l’abbandono di ogni minimo esempio di onestà? E quando ti prendono a pugni con “Vecchio Joe”, bellissimo il videoclip girato appunto su un ring, non mentono, sono disposti a rischiare il peggio, pur di difendere le loro ragioni. “Né speranza né timore”, “Propaganda”, “Resto immobile” non spostano l’asse dei contenuti e soprattutto lo fanno musicalmente con la solita audacia e grinta che li contraddistingue da cinque lustri di storia, sempre sul crinale di un heavy metal grintoso, fatto di spigoli e spinte, di lame e percosse, perché il rock non può solo far divertire, deve ferire e colpire e al quartetto veneto tutto questo riesce bene. Timoria, Iron Maiden e Sex Pistols convogliano in una sola lingua di fuoco per alimentare il sound carburato dalla chitarra di Stefano Pisani e dal basso di Gabriele “Ago” Agostinelli, con la voce grintosa di Roberto Mancini sempre in grado di trovare la giusta linea melodica, anche quando la situazione si fa caotica (ascoltate “Respiro” e la stupenda “Perché”, manifesto contro le guerre di religione, ma in realtà uno sputo su tutte le guerre) e un plauso anche al batterista ospite El Drogo, il cui nome non sappiamo se è un indizio o ironia.

Ho lasciato alla fine i due brani simbolo del cd: “Ancora sulla strada”, un atto di accusa verso l’incomunicabilità di oggi, ma allo stesso un orgoglioso gesto di rivolta per mantenere intatti i rapporti reali tra amici, sulla strada appunto. L’altro è “Città fantasma” manifesto di centri che si svuotano e tacciono per lasciare spazio al nulla, ma la chiusura è di speranza. Una speranza affidata sempre al singolo (“Nel bene e nel male chi resiste sopravvive”), mai alle istituzioni, oggi più che mai piegate al dio denaro per un voto in più.
Forse gli Ex non saranno la miglior band del mondo, ma certamente sono nel novero dei veri, di quelli che li puoi mettere in hall di un hotel o sotto una sassaiola di ultras e suoneranno sempre con lo stesso cuore, con la stessa determinazione e grinta, senza mai assumere una posa, ma solo con i loro jeans, le t-shirt sudate e gli strumenti in fiamme.
Lunga vita agli Ex e sempre al grido di “Combattere sempre”.
