C’era il sentore che le cose in casa Bonamassa stessero tornando verso il crocicchio dove tutti i bluesman prima o poi si ritrovano; dopo gli ultimi, bellissimi album in studio a titolo “Royal Tea” (2020) e “Time Clocks” (2021), che vedevano il grande Joe alle prese con un sound orientato a un rock dagli arrangiamenti più moderni e talvolta addirittura orchestrali, i due live usciti tra il 2023 e il 2024 (“Tales Of Time”, dove veniva riproposto dal vivo il magnifico “Time Clocks”, e “Live At The Holliwood Bowl With Orchestra”, mastodontico doppio album registrato appunto al leggendario locale di Los Angeles) chiudevano di fatto una parentesi.
“Blues Deluxe Vol.2”, uscito tra i due live, vedeva il chitarrista, compositore, produttore e cantante statunitense alle prese con una manciata di cover e due brani originali dove il padre di tutti i generi tornava a regnare sulle composizioni.
Ma Bonamassa continua a sfornare album senza soluzione di continuità e così, a distanza di un annetto, ecco che torna con un nuovo lavoro in cui il blues spadroneggia, sostenuto dal soul e in alcuni casi dal funky, in uno stato di grazia compositivo e tecnico impressionante.
“Breaktrough” conta di dieci brani dove il blues americano viene rivisto in tutte o quasi le sue versioni, che provenga dal Delta, dal Texas o da Chicago poco importa.
E’ un attimo rendersi conto di che pasta sia fatto l’album, basta il classic blues della title track, le vagonate di groove sprigionate da “Trigger Fringer” o il Texas blues dell’irresistibile “I’ll Take The Blame”, seguito da un altro pezzo da novanta, il funk rock di “Drive By The Exit Sign”.
Sino alla fine è un susseguirsi di emozionanti viaggi nel blues e anche quando Bonamassa schiaccia il freno escono pezzi di rara bellezza come il blues caldo di “Broken Record”.
Chi mi conosce sa che non amo le recensioni track by track, quindi lascio alla musica il compito di convincervi non prima di aver fatto menzione al rock veloce e stradaiolo di “You Don’t Me”.
La produzione è stata affidata a Kevin Shirley, leggendario produttore sudafricano che nel suo curriculum vanta collaborazioni con il meglio o quasi della scena metal/rock, classica ciliegina sulla torta confezionata da quell’artista meraviglioso che è di fatto, Joe Bonamassa.
Imperdibile!
