50 anni di carriera, 2500 concerti che fanno una media di circa una cinquantina di concerti all’anno per gli Iron Maiden, band determinante nell’heavy metal che ha regalato emozioni nel corso degli anni a tanti fan e che ne ha trovati moltissimi anche tra i più giovani che si sono avvicinati a questo genere.
Un loro concerto è sempre un evento imperdibile, da anni ormai: anche perché ad ogni tour trovi sempre qualcosa di nuovo e irripetibile.
E l’unica, data italiana del “Run For Your Lives Tour”, è stato uno show che rimarrà sicuramente nella memoria di chi ha avuto la fortuna di esserci.
Allo Stadio Euganeo di Padova arrivano fan ed appassinati da ogni dove, oltre 40000 presenze per un sold-out nonostante i prezzi non modici. Ma è inutile polemizzare su questo aspetto, come per i prezi folli di cibo e bevande, il discorso è troppo complesso e non è questa la sede per affrontarlo. Noi siamo qua per raccontarvi della musica. I componenti degli Iron Maiden girono intorno ai 60-70 anni di età e in questo tour celebrano gli anni e gli album migliori, anche se dispetto di altre band coetanee, non dimostrano il peso degli anni ed anzi si è notato un netto miglioramento rispetto al “The Future Past Tour” dove erano sorti parecchi dubbi.


Ad aprire la giornata gli svedesi Avatar, in giro ormai da circa vent’anni , guidati dall’istrionico Johannes Eckerström, la band che propone un genere non molto assimilabile ai Maiden scalda il pubblico con alcuni brani della loro discografia, “Dance Devil Dance” molto applaudita, “Smells Like a Freakshow” e l’inno “Hail the Apocalypse”
Il frontman Johannes Eckerström, adeguatamente mascherato stile Joker si è confrontato con il pubblico ostentando un po’ di italiano, per 45 minuti volati via velocemente in uno stadio già pieno.

Setlist Avatar
Dance Devil Dance
Let It Burn
In the Airwaves
Bloody Angel
The Dirt I’m Buried In
Captain Goat
Smells Like a Freakshow
Hail the Apocalypse

Quando gli amplificatori attaccano le note di “Doctor Doctor” degli Ufo mancano pochi minuti alle nove, e subito dopo “The Ides Of March” con gli schermi digitali interattivi che cambiano per ogni canzone e ti trasportano immediatamente per le vie londinesi, fino all’apertura di “Murders In The Rue Morgue” e poi “Wrathchild” subito seguita da “Killers”, la band è in forma straordinaria.
Bruce Dickinson (66 anni ?) è in grandissima forma, vocale e fisicamente ancora di più ed è sempre il primo della classe dei frontman, il basso martellante di Steve Harris, autentico animale del palco con le macchine da guerra Dave Murray, Adrian Smith, Janick Gers e il nuovo batterista Simon Dawson, e non aprirò una parentesi sul fatto che non è Nicke….. blah blah bisognerebbe imparare a godersi di più il momento e qui chiudo la questione (Grande Alessio, nda).
Ma continuiamo con la musica e con le esecuzioni magistrali di “Phantom Of The Opera” e “The Number Of The Beast”.
Fantastiche esibizioni, i leadwall rendono tutte le atmosfere terribilmente efficaci, sono tridimensionali e Eddie sembra quasi reale, oltre ad apparire anche sul palco.
La band ha una grinta incredibile come non si vedeva da tempo, “The Trooper” e “Run To The Hills” sono degli inni cantati a squarcia gola da tutti i presenti.
Powerslave” 2 Minutes To Midnight” sono una doppietta deflagrante, “Rime Of The Ancient Mariner” è una bella sorpresa, la suite è interpretata magistralmente da tutta la band così come “Seventh Son Of A Seventh Son”, pezzo difficilissimo da eseguire.
“Hallowed Be Thy Name” ed “Iron Maiden” chiudono il set principale di un concerto fino a qua epico di quasi due ore.
Piccola pausa ed ecco ritornare i nostri eroi per il gran finale, con una Aces High nei bis suonata a velocità pazzesca, ma Bruce come cavolo fa ancora a prendere quelle note così alte?, “Fear OF The Dark” fa cantare tutto il pubblico, veramente commovente, poi con l’ennesimo cambio di scenografia dei leadwall arriva la conclusiva “Wasted Years”
Gli Iron Maiden, l’heavy metal band per eccellenza hanno dimostrato questa sera anche alle nuove generazioni di band come si suona per più di due ore senza respiro.
Alla fine Bruce saluta tutti con la promessa di tornare presto, il pubblico applaude uno show che comunque ha lasciato moltissimi a bocca aperta.
Li ho visti molte volte sin dagli anni magici e questa rientra una delle migliori esibizioni.
Polemiche e chiacchiere le lasciamo ai soliti noti incontentabili.
Up the Irons!!!

Setlist: Iron Maiden

Doctor Doctor (intro 1)
The Ides of March (intro 2)
Murders in the Rue Morgue
Wrathchild
Killers
Phantom of the Opera
The Number of the Beast
The Clairvoyant
Powerslave
2 Minutes to Midnight
Rime of the Ancient Mariner
Run to the Hills
Seventh Son of a Seventh Son
The Trooper
Hallowed Be Thy Name
Iron Maiden

Encore:

Churchill’s Speech (intro)
Aces High
Fear of the Dark
Wasted Years

Always Look on the Bright Side of Life (outro)

NB. La foto di copertina è tratta dal web, non siamo riusciti a risalire a chi ne detiene gli eventuali diritti, se necessario a richiesta la eliminiamo.