Finalmente (è il caso di urlarlo: Finalmente!) Warren Zevon nel 2025 sarà inserito nella Rock’n’Roll Hall Of Fame, dove meritava di stare da vent’anni. Molti lo volevano, a cominciare dal suo grande amico David Letterman, che si batteva per lui da tempo, per arrivare a Billy Joel, che due anni fa si fece promotore di una grande mobilitazione dei fans. L’Academy ricevette 600mila voti degli ammiratori, più degli Iron Maiden. Ma lo scartò lo stesso, proseguendo nel suo incomprensibile ostracismo. E anche adesso che lo ha ammesso, lo ha inserito nella categoria “Musical Influence” e non come performer. Ma accontentiamoci. L’importante è che Warren sia finalmente dove deve stare uno che ha scritto canzoni e musica immortali, per sé e per gli altri (dai Turtles a Linda Ronstadt agli Everly Brothers). Celebriamolo allora con l’uscita speciale, in occasione del Record Store Day, dei suoi tre dischi usciti per la Giant Records. Non i suoi migliori e non il suo miglior periodo. I fasti di “Werewolves Of London” erano ormai lontani, Zevon si era bruciato le sue occasioni a causa delle sue dipendenze e poi aveva avuto una serie di sfortunate esperienze con le case discografiche. La Giant Records che lo scritturò per questi tre album non ebbe miglior sorte e fallì a sua volta. I mezzi a disposizione erano anche pochi, quindi niente parata di stelle, come accadeva nei suoi dischi più celebri, frequentati da Brian Wilson, Don Henley, Stevie Nicks, Bonnie Raitt, Bob Dylan, Rem.



Eppure anche a scartamento ridotto a Warren Zevon non riusciva di fare un brutto disco. Certo, non ci sono mai dieci hit single, ma ogni uscita di Warren Zevon include almeno tre capolavori e altrettante buone canzoni. Accade anche qui, “Mr Bad Example” è considerato forse il suo peggiore eppure contiene indiscusse gemme come “Suzie Lightning”, “Things To Do In Denver When You’re Dead”, la splendida ballata “Searching For A Heart” e la titletrack, che trova invece il suo pieno compimento nel successivo “Learning To Flinch”, un live lunghissimo e suonato in acustico, a differenza del precedente full band, in cui il talento di Zevon anche come musicista emerge chiarissimo. “Mr Bad Example”, rallentata ed elettrificata nell’album, qui si scatena al ritmo di ballata irlandese (Zevon passò alcuni anni a suonare musica irish in un pub spagnolo in cambio di vitto e alloggio). Il centro gravitazionale dell’album è comunque la lunghissima versione di “Roland The Headless Thompson Gunner”, preceduta da una intro strumentale (la musica orchestrale era un’altra passione di Warren).
E infine “Mutineer”, tutto sommato uno dei suoi dischi migliori e incompresi, che contiene “Seminole Bingo”, l’imprescindibile “Piano Fighter” che non a caso dà il nome al box, e la finale “Mutineer” resa così bene anche da Bob Dylan come omaggio quando Warren, nel 2003, se ne andò a causa di un cancro.
Questi tre dischi sono stati ristampati su vinile, versione in cui non erano mai usciti, rimasterizzati dai nastri originali.
Va dato anche atto e onore alla famiglia di Warren, ai figli Jordan e Ariel, di non aver mai voluto sfruttare la memoria del padre con immissione sul mercato di tonnellate di produzioni. Warren non ha lasciato molti inediti, scriveva e incideva. Le operazioni approvate dalla famiglia vanno di solito a colmare lacune (come appunto l’esistenza in vinile di questi album) con rispetto e misura. Anche per quanto riguarda i live, gli stessi figli di Warren hanno invitato i fans a non acquistare bootleg e produzioni non autorizzate e hanno messo a disposizione gratuitamente decine di concerti su Archive.org. https://archive.org/search?query=warren+zevon
