Dopo l’uscita del poco fortunato (se confrontato con il masterpiece “90125”, ma a mio parere ottimo) “Big Generator”, Jon Anderson decide di lasciare per la seconda volta gli Yes.
La voglia di tornare a suonare progressive più in linea con il sound dei primi lavori porta il grande cantante britannico verso la non facile impresa di unire ancora una volta i protagonisti di allora.
La band dell’inarrivabile “Close To The Edge” è completa ad eccezione di Chris Squire, ormai stabilmente in America ed ancora preso dal talento compositivo di Trevor Rabin.
La “nuova” band chiamata semplicemente con i quattro cognomi dei musicisti coinvolti si completa con Tony Levin al basso, più una serie di ospiti e l’album omonimo viene licenziato nel Giugno del 1989.
Si tratta di un ritorno alle sonorità progressive e più classiche come voleva Anderson e una track list di altissima qualità rende “Anderson Bruford Wakeman Howe” un’opera eccezionale, sostenuta da perle musicali come “Brothers Of Mine”, “Birthright” e “The Order Of The Universe”.
Le valigie sono pronte e c’è un tour mondiale da affrontare con rinnovato entusiasmo che porta la band a registrare il concerto tenutosi allo Shoreline Amphitheatre di Mountain View in California nel 1993: il risultato è “An Evening Of Yes Music Plus”, pubblicato all’epoca in formato doppio cd e video e che oggi Fragile Records e Cherry Red licenziano in versione rimasterizzata in doppio cd e doppio dvd.
Oltre alla nuova veste sonora la novità è quindi il dvd “In The Big Dream” dove trovano spazio video promozionali e interviste ai protagonisti.
La scaletta del live è invece come sempre pura emozione in musica e ne fanno parte, oltre ai classici degli Yes come “And You And I”, “I’ve Seen All Good People” “Close To The Edge” o “Heart Of The Sunrise”, anche alcuni dei brani facenti parte di “Anderson Bruford Wakeman Howe”, dal vivo ancora più convincenti e praticamente perfetti per essere suonati insieme ai brani leggendari targati Yes.
“Teakboys”, “Birthright”, “Brother Of Mine”, “Order Of The Universe” confermano, semmai ce ne fosse stato bisogno, il valore di un album che molti spesso dimenticano parlando di prog rock.
Inutile sottolineare l’importanza dell’uscita se siete amanti della famiglia Yes. In una sola parola: imperdibile!
